L’anima della frontiera
di Matteo Righetto, Mondadori

L’anima della frontiera
di Matteo Righetto, Mondadori

L’anima della frontiera

di Matteo Righetto, edito da Mondadori

Recensione

L'anima della frontiera Matteo Righetto Mondadori letturedikatja.com

L’anima della frontiera, è il primo capitolo della “Trilogia della Patria” firmata Matteo Righetto e come promesso ho deciso di leggere la storia della famiglia Boer partendo dall’inizio.

Ci troviamo a Nevada, il luogo dove vive la famiglia Boer, in alta val Brenta; sono gli ultimi anni dell’Ottocento e i Boer coltivano il tabacco, il pregiatissimo Nostrano del Brenta e solo attraverso un’alleanza rispettosa tra gli uomini e la Natura sopravvivono al duro lavoro che ogni giorno li attende sui campi.

Nonostante l’impegno e la buona volontà i proventi del tabacco non sono sufficienti, l’intera famiglia vive nell’indigenza e la miseria è sempre alle porte, quindi Augusto il capo famiglia, si vede costretto a contrabbandare l’eccedenza del raccolto oltre frontiera.

Jole è la figlia di Augusto, la maggiore dei suoi tre figli, ha quindici anni ed è l’unica in grado di seguirlo in uno dei suoi viaggi verso Primerio, per vendere il tabacco ai minatori. Il viaggio che li attende è molto pericoloso, il rischio di essere catturati elevato, eppure è necessario per il bene dell’intera famiglia affrontare questa avventura per sopravvivere al duro inverno che è alle porte.

Un giorno Jole si ritroverà a compiere quello stesso viaggio da sola, ripercorrendo gli stessi sentieri del padre, ma questo lei ancora non lo sa mentre ricalca i passi di Augusto.

Augusto è stato costretto dalle circostanze a violare la legge, perché le limitazioni imposte dal monopolio troppo rigide sono una sorta di schiavitù mal pagata, e frodare lo Stato diventa quasi una necessità.

Anche non essendo l’unico a contrabbandare il tabacco, lui è uno dei pochi a farlo oltre confine. Si sente un senzapatria a causa delle restrizioni e del totale disinteresse dei governanti nei confronti dei contadini. Ricevere in cambio del tabacco metalli preziosi, rame e argento, garantisce ai Boer oltre il sostentamento anche una riserva da cui attingere in caso di bisogno.

Sfidando la sorte e il pericolo Augusto e Jole intraprendono il viaggio alla volta della frontiera. Attraversarla negli ultimi tempi sta diventando sempre più arduo a causa dei continui controlli delle guardie e dei balordi che si aggirano tra i boschi.

Le innovazioni come la costruzione della ferrovia non hanno migliorato di molto le condizioni dei contadini, infatti moltissime famiglie hanno abbandonato le loro terre per tentare la fortuna oltre Oceano. In quegli anni, sul finire dell’Ottocento, la zona del Val Brenta si spopola, e i Boer sono una delle pochissime famiglie a coltivare il tabacco per il monopolio.

Il lupo solitario che dimora in Augusto lo spinge a restare e per farlo insegna anche a sua figlia la strada per la frontiera, se dovesse rendersi necessario Jole sarà in grado di percorrere lo stesso sentiero e contrabbandare il tabacco.

Durante il viaggio li accompagna un vento minaccioso, tonante, “non si tratta di un vento come tutti glia altri, bensì dell’anima leggendaria della frontiera, uno spirito antico, vecchio almeno quanto questa montagna, uno spirito che soffia forte e che di secolo in secolo si sposta seguendo le frontiere degli uomini.”

Il viaggio seppur lungo e rischioso va a buon fine, ma l’anno seguente la frontiera, quella linea immaginaria inventata da alcuni uomini per sopraffare e maltrattare gli uomini inghiotte suo padre.

Augusto non fa più ritorno a casa da uno dei suoi viaggi.  Sono trascorsi ormai tre anni dalla sua scomparsa e la famiglia è allo stremo, non ce la farà a sopravvivere ad un altro inverno, Jole quindi è costretta ad intraprendere il viaggio, ma questa volta contando solo sulle sue forze. Nel profondo del suo animo spera di rivedere un giorno suo padre, ma lei sa che la frontiera non perdona, l’anima di Augusto la guiderà e la proteggerà, ne è certa.

Durante il viaggio estenuante, si affacciano alla memoria scene del passato, soprattutto risente la voce calma e sicura di suo padre che le spiega il vero senso della natura e degli esseri umani … “Che senso possono avere le frontiere se gli alberi nei boschi e gli uccelli e i lupi e tutti gli animali sono sempre uguali e ignorano le linee di confine? Le frontiere sono ben altre, per me…”
“Le vere frontiere, così le aveva ripetuto suo padre durante il loro viaggio insieme, sono quella tra i prepotenti e poveri cristi, tra chi sollazza di cibo e potere e chi invece patisce la fame e deve spaccarsi la schiena per un pugno di polenta. Ecco, queste sì che sono le uniche vere frontiere.”

Ricordando il suo primo viaggio, Jole si orienta e intuisce facilmente la direzione da seguire. Sente che suo padre la sta guidando, quest’avventura l’ha fatta crescere prima del tempo, le ha mostrato i volti terribili del mondo, degli uomini e della vita, ma ormai manca poco, la frontiera è a portata di mano e il suo viaggio non esente da difficoltà e incontri sgradevoli, darà i suoi frutti tra cui uno inaspettato.

Un romanzo epico, che fa dell’ambientazione il punto cruciale, uno specchio che cattura la natura selvaggia e incarna l’anima tormentata dei protagonisti. Un’epopea struggente e realistica, che ci dà l’idea esatta del periodo storico e delle vicissitudini di migliaia di contadini costretti a lasciare le loro terre a causa di un regime troppo restrittivo nei loro confronti.

Importante testimonianza della storia del nostro Bel Paese, pagine che nessuno mai dovrebbe dimenticare e Matteo Righetto, attraverso le voci narranti dei Boer ripercorre le fasi che hanno portato alle grandi migrazioni della fine dell’Ottocento. La prosa piena, e al contempo essenziale rende L’anima della frontiera un romanzo lirico, solenne, una sorta di western letterario avventuroso, dolce amaro, con scenari naturali di grande bellezza.

L'anima della frontiera Matteo Righetto Mondadori letturedikatja.com

“Aveva imparato a conoscere soprattutto la frontiera sottile che separa il bene dal male, quella invisibile linea di demarcazione tra ragione e follia che si cela in ogni animo umano, trasformando gli angeli in demoni e i demoni in angeli.
Mentre lassù le distese d’erba, le pietre e i fiori di tarassaco avrebbero continuato a ignorare per sempre qualunque confine”.

Se la recensione è stata di vostro gradimento vi consiglio La terra promessa (link della mia recensione) terzo e ultimo capitolo della Trilogia della Patria.

Scheda dell’editore

Un romanzo unico, lirico e scarno, nitido come un cielo spazzato dal vento. Matteo Righetto descrive con maestria scenari naturali di grande bellezza e ne fa il correlativo oggettivo dell’anima delicata e forte della sua splendida protagonista. Un western letterario che con una scrittura pulitissima e quasi materica riesce a trasmetterci un’epica intima e solenne.

«Matteo Righetto è un narratore di straordinario talento,m che scrive libri da cui è impossibile staccarsi, dotati di autentico spessore letterario» – Adam Freudenheim, Pushkin Press

«L’anima della frontiera è una rivelazione;: capace di immergerci nel misterioso mondo dei contrabbandieri di tabacco in Nord Italia alla fine del XIX secolo e di farcelo sentire vicino» – Michael Heyward, Text Publishing

«È il sogno di qualunque editore trovare quelle rare gemme in cui tutto ciò che rende la letteratura degna di questo nome confluisce in un unico testo. Ed è quanto accade nell’Anima della frontiera» – Nelleke Geel, Atlas Contact

Nevada. Sembra il nome di un deserto, e invece è il luogo in cui vive la famiglia De Boer, in alta val Brenta. Una terra circondata da boschi aspri, dove le case si inerpicano su pendii vertiginosi. Sono gli ultimi anni dell’Ottocento e i De Boer, che lavorano nei campi di tabacco, il pregiatissimo Nostrano del Brenta, vivono consapevoli che solo nella muta e rispettosa alleanza tra uomini e natura selvaggia esiste una possibilità di sopravvivenza.

Augusto è il capofamiglia, un uomo taciturno, lavoratore instancabile, capace di ascoltare la voce dei boschi e il fischio del vento. Jole, la figlia maggiore, ha la stessa natura selvatica del padre e una sfrenata passione per i cavalli. I proventi del tabacco però non sono sufficienti a far campare la famiglia con dignità. Ecco perché Augusto un giorno decide di tentare il viaggio oltre la frontiera austriaca per contrabbandare l’eccedenza del raccolto.

Un cammino impervio attraverso sentieri e passaggi impraticabili, minacciato dalle bestie feroci, dagli agguati dei briganti e dalla sorveglianza dei finanzieri. Jole ha quindici anni quando suo padre stabilisce che è giunto il momento di portarla con sé: qualcun altro deve conoscere la strada. Non passerà molto tempo prima che la ragazza si trovi a dover compiere il viaggio da sola. Inoltrandosi con solenne lentezza in una natura maestosa, rifugio accogliente e poi, d’un tratto, trappola insidiosa, Jole cerca di portare al sicuro il suo prezioso carico e di capire cosa sia successo al padre, che tre anni prima non ha più fatto ritorno proprio da una spedizione in Austria.

L’anima della frontiera è un romanzo unico, lirico e scarno, nitido come un cielo spazzato dal vento. Matteo Righetto descrive con maestria scenari naturali di grande bellezza e ne fa il correlativo oggettivo dell’anima delicata e forte della sua splendida protagonista. Un western letterario che con una scrittura pulitissima e quasi materica riesce a trasmetterci un’epica intima e solenne.

L’autore

L'anima della frontiera Matteo Righetto Mondadori letturedikatja.com

Matteo Righetto è docente di Lettere e studioso di Letteratura Ambientale, vive tra Padova e Colle Santa Lucia (Dolomiti). Ha esordito con Savana Padana (TEA, 2012), seguito dal romanzo La pelle dell’orso(Guanda, 2013), da cui è stato tratto un film con Marco Paolini, e altri titoli di successo tra i quali Apri gli occhi (TEA, 2016, vincitore del Premio della Montagna Cortina d’Ampezzo) e Dove porta la neve (TEA, 2017). La terra promessa è il romanzo conclusivo della “Trilogia della Patria”, i cui primi due volumi, usciti per Mondadori, sono L’anima della frontiera (2017) e L’ultima patria (2018). La sua Trilogia è diventata un caso letterario internazionale con traduzioni in molti Paesi, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Germania, Olanda.

L’ anima della frontiera
Matteo Righetto
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 13 giugno 2017
Pagine: 192 p., Brossura
EAN: 9788804680086

 

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