Se chiudo gli occhi…
di F. Mannocchi e D. Brisly, Round Robin

Se chiudo gli occhi…
di F. Mannocchi e D. Brisly, Round Robin

Se chiudo gli occhi…

di Francesca Mannocchi e Diala Brisly, edito da Round Robin

Voglio raccontarvi la mia esperienza con un bellissimo libro illustrato intitolato “Se chiudo gli occhi“, nato dalla collaborazione di Francesca Mannocchi e dall’illustratrice siriana Diala Brisly.

Desidero partire dall’introduzione, una pagina intensa e piena di significato che mi ha colpito molto e che inizia così…

“Diala ha nelle mani delle armi molto potenti: le sue armi sono i colori.
Sono armi che possono smuovere il mondo, ma non possono ferire nessuno.
Sono le armi della fantasia e della curiosità”.

Ho letteralmente rubato queste “parole” perché non ho trovato espressioni migliori per descrivere l’incontro con questo libro.

Diala Brisly fa parte di quei tantissimi siriani costretti a lasciare la loro terra, in fuga dalla guerra.
Diala porta con sé in terra straniera il ricordo della sua Siria, la memoria dei suoi cari e la nostalgia per quello che è stato e non sarà più. Lei è un’artista, una illustratrice, ama disegnare più di ogni altra cosa, e ha sentito l’esigenza di condividere il suo dono per alleviare il dolore dei bambini siriani ospiti nei campi profughi in Libano.

Le tende, fredde e inospitali, diventano così teatro dei sogni perduti, spazi dove i ricordi sono liberi di fluttuare, in un mondo che li ha scacciati dalle loro case e dalle loro scuole.

Solo attraverso l’istruzione il mondo sarà migliore.

Se chiudo gli occhi Francesca Mannocchi Diala Brisly Round Robin letturedikatja.com

I bambini raccontano con i disegni il loro disagio, la guerra, il dolore della perdita ma il loro più grande rimpianto resta la perdita al diritto allo studio, anni preziosi perduti per sempre insieme ai sogni ormai irrealizzabili.

Quando ad un bambino viene negata la possibilità di accedere ad una scuola, e di conseguenza alla conoscenza, gli viene precluso il futuro.

Diala dà forma e colore alle loro storie, dà voce al loro grido d’aiuto: reclamano la loro infanzia, la loro casa, il loro passato.

Le quattro storie contenute in “Se chiudo gli occhi” sono il presente di Jasmine, Ahmed, Aya e Mohammed. Bambini costretti a vivere il lutto e il peso della perdita di un familiare, bambine strappate ai loro giochi per sposarsi troppo presto per aiutare la famiglia, ragazzi costretti alla fuga e alla solitudine dopo aver perso tutto, giovani con tanti sogni nel cassetto sfruttati e costretti a lavorare.

Storie vere raccolte da Francesca Mannocchi nei campi profughi in Libano che prendono vita nei disegni di Diala; illustrazioni vivide e malinconiche che esprimono alla perfezione il questi bambini, protagonisti loro malgrado.

I disegni, stilizzati, a tratti accennati, riempiono le pagine e costringono il lettore a soffermarsi sullo sgomento di uno sguardo o la dolcezza di una carezza. Lo stile marcato delle linee, e l’uso sapiente dei colori rendono bene l’idea del racconto, sottolineando i passaggi più importanti.

Il libro si mangia con gli occhi, il racconto accompagna le illustrazioni che si fanno via via sempre più vivide, toccanti. La scrittura di Francesca Mannocchi semplice e diretta, ricalca le espressioni dei bambini, si fa portavoce del loro messaggio di pace, ricordando al lettore che solo attraverso la conoscenza è possibile difendersi dalla barbarie della guerra.

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Scheda dell’editore

Cosa resta dell’infanzia in guerra? Quando un ricordo smette di essere un ricordo e diventa fardello? Come si racconta un padre che non c’è più, un futuro disatteso, la paura e la speranza?

Quattro storie, quattro voci di bambini e bambine – siriani – che attraversano il passaggio dalla guerra all’esilio, raccontando il passato e il difficile presente.

Bambine ferite o prematuramente destinate al matrimonio, bambini lavoratori, troppo presto trasformati in padri di famiglia, quei padri che non ci sono più, persi nell’incomprensibilità di un conflitto che non vede fine.

Le storie – raccolte da Francesca Mannocchi in Libano – prendono vita grazie al tocco raffinato della mano dell’illustratrice Diala Brisly, che in Libano ha vissuto anni dopo essere fuggita dalla medesima guerra raccontata dai giovani protagonisti. La guerra di Siria.

Questo libro è uno strumento per capire ciò che è stato e un invito alla pace, che si può raggiungere solo a partire dall’educazione di chi avrà sulle spalle il compito di ricostruire un paese ferito e la sua memoria: i bambini.

Francesca Mannocchi

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Autrice e regista di Isis Tomorrow, the lost soul of Mosul. Francesca Mannocchi è una reporter freelance. Collabora con la televisione italiana (RAI 3, LA7, SkyTG24) e testate italiane e internazionali (L’Espresso, Al Jazeera, Middle East Eye, The Week). Racconta le migrazioni e le aree di conflitto, ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Libano, Siria, Afghanistan, Tunisia. Ha vinto il Premio Giustolisi con un’inchiesta sul traffico di migranti e sulle carceri libiche e il Premiolini 2016, il principale premio giornalistico italiano. Il reportage autobiografico per l’Espresso, Io, la mia malattia e il patto spezzato, ha acceso un forte dibattito all’interno del mondo politico sul tema della salute pubblica e accessibile a tutti in Italia.

Diala Brisly

Diala Brisily inizia la sua carriera di illustratrice presso il canale siriano Spacetoon, dove diventa layout artist per diversi cartoni animati. La sua carriera abbraccia diverse competenze, inclusa la concept art, la pittura, il fumetto e il characters design. Contemporaneamente, la partecipazione a campagne politiche è stata la sua forza trainante, facendo sì che temi come giustizia, libertà e diritti umani, apparissero costantemente in tutti i suoi progetti. Nel 2014 ha iniziato a disegnare murales nei centri di accoglienza in Libano per sostenere l’istruzione e dare messaggi positivi ai bambini che avevano patito la guerra e che ancora soffrono dopo la fuga.

Round Robin Editrice

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La Round Robin nasce con l’obiettivo di coniugare narrativa di giovani autori emergenti e inchiesta giornalistica. Negli anni si consolida nell’ambito della saggistica, del giornalismo investigativo e del graphic journalism con titoli dal forte richiamo al sociale e alla lotta alle mafie. Tra le firme che oggi compongono il catalogo Round Robin, anche nomi del giornalismo italiano mainstream come Gianni Barbacetto (Il Fatto Quotidiano) e Giovanni Tizian (L’Espresso). Molte le pubblicazioni degli ultimi anni in cui spiccano autori della grande letteratura italiana, da Andrea Camilleri al premio Nobel, Dario Fo, che hanno collaborato e contribuito ad alcune pubblicazioni. Rinomati i premi assegnati alla casa editrice, tra cui il Premio Giancarlo Siani, il Premio Andrea Pazienza e la candidatura per tre volte al Premio Strega, con La guerra è finita, Orientalia e Atlas.

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