Antonio Manzini, Piemme

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Recensione
Graffiante e rude, ma con un’anima, forse distorta, di parte, eppure maledettamente vera.
Ecco, se dovessi definire questo libro con una sola parola, direi “vero”.
Un thriller che non si nasconde dietro un dito, non cela l’impronunciabile, che non sfugge debolezze o piaceri e ossessioni, semplicemente mette sul piatto la verità dei fatti.
I monologhi del protagonista la fanno da padrone, rappresentano sicuramente il cuore pulsante di questo libro. Le azioni del protagonista sono messe a nudo di fronte ad un lettore ignaro, che annaspa tra le pieghe di queste pagine in cerca di un perché, immaginando e traendo conclusioni su vicende già scritte, esposte alla luce del sole. Eppure c’è qualcosa di non detto che aleggia nell’aria, che accompagna il lettore durante tutta la narrazione, quella verità che si tocca, che ci tocca, perché anche se è dura ammetterlo, anche gli assassini hanno un’anima, un cuore che guida le loro azioni, seppur efferrate.
Non so se questo libro mi sia piaciuto, ci sto ancora riflettendo.
Un libro sicuramente per gli amanti del genere, a tratti disturbante, grezzo, alcuni passaggi non li ho graditi molto, fanno sicuramente parte di un disegno ben preciso dell’autore per sottolineare le motivazioni, causa effetto delle gesta del protagonista, ma anche sapendo questo non le ho apprezzate un granché.
Immaginare o arrivare alle stesse conclusioni in autonomia, guidati sapientemente dall’autore lo trovo cento volte più accattivante a mio avviso.
Un punto a favore va sicuramente alla scrittura e alla costruzione dei protagonisti, ben delineati e completamente immersi nella trama in un tutt’uno. La prosa pulita, sicura, scorrevole, senza incertezze, l’ho apprezzata molto. La lettura non è risultata faticosa, l’ideale per concentrarsi su una trama limpida, ma con gole profonde. Infatti ho trovato delle lacune che non hanno trovato risposta, non ne capisco la motivazione. un lettore che dedica del tempo a un libro, alla fine pretende delle risposte, per chiudere un cerchio, per far sua l’esperienza della lettura.
Darò comunque un’altra occasione a Manzini, specie dopo aver scoperto che è l’autore della serie con protagonista il commissario Schiavone. Adoro quel personaggio, il suo essere così fuori dagli schemi, se stesso tra pregi e difetti. Penso proprio che leggerò la versione letteraria di questo personaggio così intrigante.
Scheda dell’editore
Pietro e Massimo sono due bambini privilegiati. La loro è una famiglia facoltosa e hanno tutto quello che si può desiderare: una villa con piscina, un campo da tennis privato, i primi videogiochi. Un’infanzia felice, sospesa in un sogno borghese. Finché, un giorno d’autunno del 1976, il mondo crolla. La polizia irrompe in casa e il padre viene arrestato. I giornali, pochi giorni dopo, lo ribattezzeranno “il mostro delle Cinque Terre”.
Quasi trent’anni più tardi, i due fratelli non potrebbero essere più diversi. Pietro è cresciuto in un istituto a Torino ed è diventato un cronista di nera. Massimo, affidato a uno zio, è un commissario di polizia. A unirli di nuovo è una scia di delitti, firmati da un serial killer spietato. Il tempo li ha cambiati. Massimo, un ragazzino impulsivo che metteva tutti in riga con il suo motto «Vatti a nascondere in Tibet» oggi è un uomo svuotato, con troppe ombre e troppi Martini in corpo. Pietro ha un carattere introverso, incapace di lasciarsi accostare dagli altri. Ma il passato non si dimentica.
E così, mentre il killer continua a colpire, i due fratelli si riavvicinano, tanto da ritrovarsi ad affrontare una resa dei conti, indietro fino al giorno in cui è crollato il mondo. “Sangue marcio” è un romanzo magnetico che scava nella psicologia dei personaggi, costringendo il lettore a confrontarsi con il lato oscuro dell’essere umano. È l’esordio di Antonio Manzini, pubblicato vent’anni fa che torna finalmente in libreria.

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L’autore Antonio Manzini
Scrittore e sceneggiatore, ha esordito nella narrativa con Sangue marcio (Fazi, 2005), seguito da La giostra dei criceti (Sellerio). Nel 2013 ha pubblicato per Sellerio il primo libro con protagonista Rocco Schiavone, Pista nera, cui ne sono seguiti altri tredici più due raccolte di novelle. Inoltre, ha pubblicato i romanzi Orfani bianchi (Chiarelettere) Gli ultimi giorni di quiete, La mala erba, Ogni riferimento è puramente casuale, Sull’orlo del precipizio (Sellerio) e Tutti i particolari in cronaca (Mondadori). Ha scritto un libro per ragazzi, Max e Nigel (Sellerio, 2025).