Il bambino che aspettava la neve
di A. Pepino, Nero Press Edizioni

Il bambino che aspettava la neve
di A. Pepino, Nero Press Edizioni

Il bambino che aspettava la neve

di Alessandra Pepino, Nero Press Edizioni 

Il bambino che aspettava la neve Alessandra Pepino Nero Press Edizioni letturedikatja.com

Recensione

Alessandra Pepino mi ha convinto subito. Fin dalle prime battute ho capito che avrei letto il libro. A dispetto delle poche pagine, appena 130, “Il bambino che cercava la neve” si è rivelato un noir elegante e ricco di colpi di scena.

Assegno un punto all’autrice per la scelta dell’ambientazione che definirei quasi “surreale”, un tocco originale. Immaginare Napoli ammantata di bianco mi è piaciuto molto, mai e poi mai l’avrei associata ad un paesaggio così tipicamente invernale. La città del sole innevata e insolitamente silenziosa. Interessante.

E mentre la città partenopea era intenta a gustarsi lo spettacolo della neve e i bambini rapiti dalla novità erano impegnati a giocare battaglie di palle di neve, Fortuna Capasso perdeva la vita a causa di un efferato omicidio.

A rinvenire il corpo il piccolo Ciro. Ciro è un bambino che vive nello stesso quartiere di Fortuna ed è conosciuto da tutti come “Pesciolino”, per la sua passione per il mare. Traumatizzato dalla scoperta Ciro scappa e quando viene ritrovato le sue mani sono imbrattate di sangue.

A questo punto tocca al commissario Mindy Iannaccone e al suo fido collaboratore Egidio Molinari il compito di sbrogliare la matassa di un caso che sembra a prima vista semplice ma con qualche punto oscuro. La scena del delitto riporta un’aggressione brutale, l’assassino non ha solo ucciso la povera vittima, ma ha brutalmente infierito sul suo corpo. Perché?

Mindy Iannaccone continua a chiederselo. E per trovare le risposte si affida al suo istinto sfruttando al meglio questo momento di grazia che la città sta vivendo. È tempo di muoversi perché prima che si sciolga la neve il caso deve essere risolto perché c’è di mezzo il futuro e la credibilità di un bambino problematico che ha perso un punto di riferimento importante. Ciro e Fortuna erano amici da tempo. Li legava un affetto sincero, Fortuna si prendeva cura del piccolo, lo confortava con piccole attenzioni.

Eppure qualcuno li ha sentiti litigare il giorno prima dell’omicidio. Il commissario Iannaccone non sa che pesci pigliare, per questo decide di approfondire le indagini scavando nel passato di Fortuna.

Le vicende si susseguono velocemente con grazia, ironia, intelligenza. L’autrice Alessandra Pepino gioca sapientemente con la psicologia dei vari protagonisti, il loro lato umano insieme ai pregi e ai difetti.
Mindy Iannaccone scorbutica e dissacrante. Egidio meticoloso, empatico e servizievole. Ciro “Pesciolino” emarginato e bullizzato. Fortuna inaridita e in preda ai sensi di colpa, ma l’unica in grado di leggere i silenzi di Ciro e a preoccuparsi per lui.

L’indagine prosegue spedita, il commissario acuta osservatrice, trae le sue conclusioni andando a ritroso nel tempo perché è sempre lì che si annida la verità.  Nel mentre Mindy Iannaccone – che deve il suo nome a sua madre, fan della serie tv Mork e Mindy – deve destreggiarsi anche nella vita privata con una dieta ferrea e una relazione d’amicizia pericolosamente incline all’amore, vissuta ai margini di una professione che l’assorbe completamente.

Mindy è una donna che ha lottato per la sua indipendenza, il non rendere conto a nessuno delle sue decisioni, intrappolata in un non rapporto d’amore, eppure in questa fase della sua vita avverte tutto il peso delle sue decisioni.

Merito all’autrice per aver saputo dosare l’uso delle forme dialettali, senza per questo perdere di credibilità e charme. La vena ironica e molto tagliente della protagonista mi hanno divertito e messo a mio agio. Un personaggio vero, quasi palpabile che muove i fili delle vicende con intelligenza.

Un noir di ampio respiro, intrigante e ben strutturato e soprattutto ben scritto. La prosa lineare e molto pulita mi ha favorevolmente impressionata. L’epilogo inaspettato e nel contempo appagante rende merito ad una giovane autrice di talento che si è guadagnata tutta la mia ammirazione.

Leggerò ancora Alessandra Pepino, ricordo per tutti i lettori i suoi titoli: La danza infelice, Il ladro di ricordi, Il burattinaio.

Scheda dell’editore

Il bambino che aspettava la neve Alessandra Pepino Nero Press Edizioni letturedikatja.com

In un’alba gelida di inizio marzo, sullo sfondo di una Napoli imbiancata dalla neve, il commissario Mindy Iannaccone è chiamato a indagare sul brutale omicidio dell’ottantanovenne Fortuna Capasso. Al suo fianco, il sempre solerte Egidio Molinari, stavolta coinvolto in prima persona nel caso.

A rinvenire il cadavere è Ciro, da tutti chiamato “Pesciolino”, il vicino della vittima: un bambino introverso e con una complessa situazione familiare che, con la morte di Fortuna, sembra perdere un riferimento e un’amica. Ma è proprio così? Oppure la brutta lite avvenuta tra i due, intercettata il giorno prima dalla dirimpettaia, nasconde una ben più torbida realtà?

Il ritorno di Mindy Iannaccone, donna schietta e verace, in perenne lotta con la sua linea in sovrappeso, che sul lavoro non ama le buone maniere.

L’autrice

Il bambino che aspettava la neve Alessandra Pepino Nero Press Edizioni letturedikatja.com
Alessandra Pepino nasce a Napoli trentasei anni fa in una casa zeppa di libri di ogni genere. Laureata in Scienze della comunicazione e specializzata in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale predilige, fin da ragazzina, misurarsi con il noir e il giallo ma, da lettrice onnivora quale è, le piacerebbe che la sua penna, un giorno, potesse misurarsi anche con altri generi.

Dopo aver vinto alcuni premi letterari e aver preso parte a diversi progetti di scrittura collettiva, ha pubblicato i romanzi Cattivi presagi, Il ladro di ricordi e La danza infelice (Atmosphere Libri), trilogia dedicata all’ispettore Jacopo Guerra. Per Nero Press Edizioni ha pubblicato nel 2017 Il burattinaio, la prima indagine del commissario Mindy Iannaccone.

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