FILM
Passengers di Morten Tyldum

FILM
Passengers di Morten Tyldum

Passengers

Regia di Morten Tyldum. Un film con Jennifer Lawrence, Chris Pratt, Michael Sheen, Laurence Fishburne, Inder Kumar. Titolo originale: Passengers. Genere Avventura – USA, 2016, durata 111 minuti.  Distribuito da Warner Bros Italia.

“Abbiamo tutti dei sogni, facciamo programmi pensando di essere padroni del nostro destino ma siamo passeggeri, andiamo dove il destino ci porta. Non è la vita che ci aspettavamo, ma è la nostra.”

Premettendo che la visione di questo film è stata del tutto casuale e non dettata da una scelta mirata, posso affermare che Passengers non mi ha lasciato del tutto indifferente.
Genere che non amo, che non prediligo, eppure a volte mi piace farmi sorprendere.
Dato che parliamo di un film di fantascienza non poteva mancare una elegante, asettica e lussuosa nave spaziale che trasporta, in questo caso, passeggeri speciali, terrestri che hanno deciso di raggiungere tutti la medesima meta, un nuovo pianeta. Sarebbe bello poter scegliere, ad un certo punto della propria esistenza, di ricominciare da un’altra parte nello spazio, in un altro universo. Un po’ inquietante, ma pur sempre una possibilità per coloro disposti a lasciarsi tutto alle spalle, il passato, parenti ed amici. Questo è quello che hanno fatto i protagonisti di Passengers, hanno intrapreso questa avventura, certi di poter realizzare i propri sogni altrove.

locandina passengersIl viaggio è lungo, durata 120 anni, troppo per una vita sola, quindi i passeggeri sono costretti a sottoporsi ad uno stato di incoscienza indotto in apposite capsule. Ma qualcosa va storto e nel bel mezzo del viaggio una capsula si guasta e il passeggero Jim Preston si sveglia. Un risveglio traumatico, si rende subito conto della gravità dell’accaduto. È completamente solo, ha un’intera astronave a sua disposizione, e come unica compagnia un barman robot, con cui intavola strane conversazioni. Più passa il tempo più la solitudine diventa insopportabile, è consapevole che la sua vita finirà su quell’astronave, non realizzerà mai i suoi sogni, ma quello che gli manca di più è la compagnia di un altro essere umano. Intanto gli altri passeggeri, ignari di tutto, proseguono il loro viaggio in attesa di essere risvegliati una volta giunti a destinazione.

Ogni giorno Jim osserva i loro volti, studia i loro profili, immagina il loro passato, tutti loro hanno fatto una scelta consapevole, desiderosi di iniziare una nuova vita in un altro spazio, in un altro tempo. Solo a lui è stato negato questo privilegio, il destino ha deciso per lui e a lui non resta altro che subire lo scorrere del tempo. C’è un volto fra tanti che lo colpisce, quello di Aurora Lane, giornalista e scrittrice, ne resta ammaliato, per lunghi mesi continua ad osservarne la perfezione, l’eleganza, la bellezza. Si fa strada nella sua mente un’idea, sbagliata, egoista, dettata solo dalla solitudine. Dopo una attenta riflessione, decide di svegliare la ragazza, facendole credere di essere stata anche lei vittima di un danno alla capsula. Il risveglio, come già è accaduto a Jim, è destabilizzante per la povera Aurora, il suo sogno si è spezzato, e questa consapevolezza la fa sprofondare in una profonda disperazione. Jim si sente in colpa e cerca in tutti i modi di lenire il suo dolore. Con il passare del tempo e con una intera astronave a disposizione i due diventano amici, complici, infine amanti.

La loro vita non è perfetta, ma assume una parvenza di normalità. Jim è molto coinvolto e profondamente innamorato, sente di essere pronto a fare il grande passo, e decide di chiedere ad Aurora di sposarlo. Ma c’è sempre un ma, un imprevisto porta a galla il suo segreto, Aurora viene a conoscenza della verità, è stato Jim, di sua iniziativa a svegliarla, condannandola a non portare a termine il suo viaggio. A questo punto scoppia tra i due una guerra senza esclusioni di colpi, Aurora vuole vendicare il torto subito. Anche se ama Jim non riesce a perdonarlo, fino a quando un malfunzionamento di un impianto dell’astronave mette in pericolo non solo la loro vita, ma anche quella di altre migliaia di passeggeri rinchiusi nelle capsule. La situazione critica li unisce ancora una volta, dopo diversi tentativi riescono a recuperare il danno e anche la loro relazione.

 

 

Film attaccato dalla critica per un presunto abuso da parte del protagonista, additato come “stalker” per aver svegliato una donna senza il suo consenso. Jim, emblema di una maschilità prepotente, che decide e prende quello che vuole. Ho visto il film e non l’ho trovato così negativo, inizialmente anch’io ho condannato il gesto di Jim come egoistico e maschilista, ma in cuor mio l’ho anche compreso e giustificato.

È stato facile mettersi nei suoi panni e considerare la solitudine come la più atroce delle condanne. Il suo gesto è stato dettato da un anno di isolamento e frustrazione, il contatto umano è necessario come il cibo e l’aria. La socialità ha una valenza importantissima nella vita di un essere umano, e non si può condannare un film, un regista ed uno sceneggiatore per aver voluto mettere l’accento su questa verità. Ognuno può pensarla come vuole, l’arte serve per scuotere le coscienze, deve essere un input da cui partire.

Ho apprezzato il film per la sceneggiatura e la regia, gli effetti speciali sono stati ben calibrati, e l’idea di fondo mi ha convinto; è un film di fantascienza e l’ho preso semplicemente per quello che è. Mi è piaciuto perché c’è una forte componente umana e per la bellissima storia d’amore che ha coronato un racconto insolito, avventuroso, e reso accettabile una vita che è sempre degna di essere vissuta, specialmente se la si condivide con chi si ama.

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