Recensione: Un posto chiamato incanto
di Susana Lòpez Rubio

Recensione: Un posto chiamato incanto
di Susana Lòpez Rubio

Un posto chiamato incanto di Susana Lòpez Rubio

Un posto chiamato incanto

Con “Un posto chiamato incanto”, di Susana Lòpez Rubio, DeaPlaneta, posso affermare, senza alcun dubbio, di aver letto un gran bel libro. Fatto per nulla scontato di questi tempi.

Ambientazioni suggestive per questa nuova uscita della DeaPlanet, l’autrice spagnola Susana Lòpez Rubio si è ispirata all’Avana degli anni ’50 e ’60, un periodo d’oro per l’isola di Cuba, quando l’animava un caleidoscopio di colori, musica e gioia di vivere. Patricio, emigrante asturiano, si trasferisce a Cuba per sfuggire alla povertà e alla miseria della sua terra. Sogno condiviso da migliaia di esuli spagnoli che in quegli anni sbarcano a Cuba in cerca di una vita migliore e con una gran voglia di vivere. Di necessità virtù, Patricio e due suoi amici le tentano tutte pur di sbarcare il lunario, sono momenti difficili per tutti, ma la perseveranza li premia, Patricio viene assunto dai grandi magazzini El Encanto come commesso, Guzman come apprendista calzolaio e Gretes come aiuto barista. Patricio è il protagonista indiscusso del libro, la sua vita il filo conduttore dell’intero romanzo.

Intorno alla sua figura nasce e cresce un grande amore. Un amore impossibile, in tutte le sue varianti e sfumature. Invaghirsi ed essere ricambiato dalla moglie di un boss della malavita cubana non è un buon punto di partenza. Eppure Patricio e Gloria, tra restrizioni e sguardi rubati, hanno la forza di alimentare la loro passione a distanza. È un sentimento a cui non possono sottrarsi, due anime infelici che si sono finalmente ritrovate.

La loro storia d’amore ruota intorno ai Grandi magazzini El Encanto, una vera e propria istituzione per l’Avana, il posto più elegante dove comprare abiti di sartoria, profumi francesi e ogni altro articolo di lusso.

Oltrepassare la soglia di El Encanto era gioia allo stato puro. “Tutti i clienti che entravano portavano la loro croce, e fintanto che rimanevano lì dentro, anche semplicemente passeggiando, dimenticavano le loro sofferenze, anche se per poco. Era quella la magia dei grandi magazzini.”

Gloria sente per la prima volta di essere rinata, quando è con Patricio ritrova la bambina che era stata, ribelle e curiosa della vita. È stata derubata della sua infanzia da un marito autoritario e violento, la sua vita è senza nessuna via di scampo, intrappolata dall’odio per suo marito e dall’amore per sua figlia. Patricio è la sua unica ancora di salvezza per evadere dalla vita reale che resta sullo sfondo quando è con lui.

I grandi magazzini sono la loro casa, il luogo degli incontri, dei baci, della passione, il palcoscenico dei loro sogni. Entrambi sono costretti loro malgrado a procedere con le loro vite, su due binari paralleli, vicini ma inesorabilmente lontani. Passano gli anni, ma il loro sentimento resta anche se qualcosa sta cambiando, nell’aria si sentono le avvisaglie di uno stravolgimento politico alle porte, e quando La Caravana de la Libertad dei miliziani vittoriosi, gli eroi della rivoluzione, dalla barba folta e il fucile appoggiato alla spalla, entra all’Avana nulla sarà come prima. La gente è felice, emozionata, assetata di vita, le loro speranze sono tutte riposte nelle mani del presidente Manuel Urrutia e del comandante in capo alle forze armate Fidel Castro.

La grande Storia si sta materializzando davanti agli occhi atterriti di molti che non credono in questa visione e decidono quindi di scappare e rifugiarsi negli Stati Uniti, ad ingrossare le comunità degli esuli cubani. Anche Patricio è costretto a fuggire da Cuba, la vita lo ha messo di fronte ad una scelta e lui è stato costretto a scegliere.

L’amore per Gloria è rimasto immutato negli anni, finchè un giorno il profumo di mariposa lo catapulta violentemente indietro nel tempo, tra le pieghe di un amore mai dimenticato, mai sepolto.

Romanzo intenso che ha saputo raccontare con dovizia di particolari un periodo di transizione molto doloroso per la storia cubana. Attraverso i racconti di chi è andato via e di chi ha creduto in un sogno di libertà, si ha un resoconto toccante del prezzo pagato da molti cubani. Eppure Cuba ha vissuto un periodo felice, libero, la cornice adatta per questo amore cha ha saputo piegarsi ma non spezzarsi.

Ho apprezzato la qualità della narrazione, fluida, lineare, adatta ad un vasto pubblico di lettori. Gli accenni storici poi hanno dato carattere a questa bella storia d’amore, tutta da leggere ed assaporare.

Piaciuto molto!

Nota su i grandi magazzini El Encanto

el encanto

In molti luoghi di Cuba, ogni aprile porta giorni tristi di ricordo delle persone care che la mano criminale uccise.   Il terrorismo promosso dagli Stati Uniti cominciò sin dal principio della Rivoluzione ed è costato più di duemila vite di cubani. Nell’aprile del 1961, come preludio a quell’invasione che fu respinta in meno di 72 ore dalle forze rivoluzionarie, si rafforzarono le azioni di terrorismo tra le quali il criminale sabotaggio del Grande Magazzino El Encanto, che si trovava nel centralissimo slargo tra calle Galeano e calle San Rafael, in Centro Habana.   Sino al 1959 era un grande magazzino elegante, dove comprava solo la ricca borghesia, ma dopo il trionfo della Rivoluzione passò nelle mani del popolo e all’entrata, sulla facciata, a fianco dell’insegna lluminosa che lo distingueva, si leggeva la parola “Nazionalizzato”.

Scheda dell’editore

Nell’Avana seducente e tormentata dagli anni Cinquanta a oggi, una storia di riscatto e amore impossibile.

Cuba, 1947. Una nave proveniente da Lisbona giunge al porto dell’Avana carica di migranti. A bordo c’è il diciannovenne Patricio, che il suo bagaglio lo porta tutto addosso: un completo di lana, un paio di vecchie scarpe, e una scatola di sardine. Ma la sua vera ricchezza è racchiusa nei cinque “talenti”, che sull’isola lo porteranno a conquistare alleati e nemici: la faccia tosta, un paio di splendidi occhi azzurri, l’inventiva, la giovinezza e la fame. Arruolato come factotum dal fondatore dei Grandi Magazzini El Encanto, Patricio scopre un luogo magico frequentato da splendide donne, milionari e star di Hollywood. E proprio qui, tra le scintillanti vetrine e l’atmosfera esclusiva di El Encanto, incontra l’amore della sua vita, la bella, inquieta e posatissima Gloria. Separati dalle differenze di classe, dal destino e dalla Storia, i due innamorati si ritroveranno a distanza di anni, grazie alla tenacia dei sogni e al profumo inconfondibile della mariposa.

Susana López Rubio

Un posto chiamato incanto

Susana López Rubio è scrittrice, sceneggiatrice e docente universitaria. Vanta collaborazioni di grande successo con il mondo degli sceneggiati TV. In particolare El tiempo entre costuras (in Italia trasmesso con il titolo Il tempo del coraggio e dell’amore) in Spagna ha fatto registrare picchi fino a 5 milioni di telespettatori. Autrice spagnola di “Un posto chiamato incanto”, in libreria dal 19 settembre 2017 per DeA Planeta: un romanzo che parla di amore, tradimenti, segreti e rievoca il fascino travolgente dell’Avana negli anni Cinquanta, un mondo oggi perduto per sempre che ha incantato Susana López Rubio fin da bambina e continua a esercitare la sua attrazione sull’autrice, come lei stessa racconta nella lettera ai lettori italiani che pubblichiamo.

“Se quello che cerchi esiste a El Encanto lo troverai”.

Questa fu la frase che cambiò tutto.

Quando ero piccola, io e i miei genitori passavamo l’estate in Florida. Erano gli anni Ottanta, i miei genitori lavoravano per la compagnia aerea spagnola Aviaco e avevano molti amici nel mondo dell’aviazione. Tra loro c’erano Norma ed Ernesto, un’incantevole coppia cubana: abitavano in una casa sulla spiaggia a Key West e noi eravamo spesso loro ospiti.

Tutte le sere Norma e io passeggiavamo per il paese, immerse nella luce del tramonto e nei racconti del
passato. Storie di una Cuba affascinante e cosmopolita, nella quale i grandi magazzini El Encanto giocavano un ruolo da protagonista. Il fatto che fossero spariti in un incendio alimentava la loro leggenda. Per me quell’edificio aveva la stessa magia del Titanic o del Faro di Alessandria: era il simbolo di un mondo che non esiste più.

Tre decenni più tardi, curiosando su internet, mi sono imbattuta in alcune vecchie fotografie di El Encanto e mi sono resa conto che la mia attrazione per quel luogo era ancora intatta. E ho deciso di provare a riportare in vita l’atmosfera e la storia.

Spero che amerete questo romanzo tanto quanto io ho amato scriverlo.

Con affetto,

Susana Lopez Rubio

 

Un posto chiamato incanto
Susana López Rubio
Traduttore: P. Spinato
Editore: DeA Planeta Libri
Anno edizione: 2017
Pagine: 393 p., Rilegato
EAN: 9788851152338

 

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