Io sono l’abisso
di Donato Carrisi, Longanesi

Io sono l’abisso
di Donato Carrisi, Longanesi

Io sono l’abisso

di Donato carrisi, edito da Longanesi

Per non inficiare la lettura del thriller, e svelare troppo, inizio direttamente dalle mie considerazioni personali.

Recensione

Io sono l'abisso Donato Carrisi Longanesi letturedikatja.com

Carrisi ritorna dal suo grande pubblico di ammiratori con un thriller nuovo, enigmatico,  a tratti “intimo”, intitolato Io sono l’abisso.

In ognuno di noi si cela un abisso, profondo e oscuro dove ci nascondiamo per sfuggire al dolore, alle nostre debolezze, dove osiamo l’inimmaginabile e sogniamo l’impossibile.

Donato Carrisi conosce bene questi meccanismi dell’animo umano, mi sembra che lo abbia ampiamente dimostrato negli ultimi anni con i suoi libri. Con questa sua ultima opera Carrisi sottolinea che l’abisso è dentro di noi, e basta poco, anche un singolo evento per farsi sopraffare.

Il protagonista, o meglio, i protagonisti perché a differenza degli altri titoli pubblicati dello stesso autore, più di un personaggio sostiene la scena. Gli eventi si intersecano in un gioco macabro, mettendo in risalto vicende personali legate tra loro da un filo sottile e solo all’apparenza innocue, ma disposte al centro della tela con maestrìa dalla mirabile penna di Carrisi che ha imparato ad alimentare questo filo con un tratto leggero, agevolando la lettura utilizzando un linguaggio consono, in crescendo, via via sempre più accattivante. Le parole volteggiano veloci, sorrette da una trama credibile, tangibile, possibile, e dietro quella possibilità si nasconde la vita dell’uomo che puliva e della cacciatrice di mosche. Ad entrambi è stato negato qualcosa, o meglio rubato. La serenità. L’amore. La fiducia.

Il lettore è invitato a formulare congetture, perché passato e presente si fondono in un tutt’uno, alla ricerca spasmodica della verità, delle motivazioni che spingono un uomo qualsiasi a commettere un omicidio, e ripeterlo ancora, ancora e ancora. Le domande si susseguono frenetiche. Qual è il suo passato? Perché colmare il vuoto dell’anima con il male? Come non soccombere a un destino già scritto?

Il tratto distintivo delle opere, almeno negli ultimi anni, di Donato Carrisi – dal mio punto di vista –  sono caratterizzati dall’umanizzazione dei protagonisti. Il suo intento è sicuramente quello di catturare l’essenza del personaggio, l’anima, e nello specifico il lato oscuro, quello che arma la mano assassina, il Male come un’entità fisica. Nel contempo si denota, in Io sono l’abisso, la comparsa di emozioni, in senso lato naturalmente, come l’affetto, la solidarietà, l’altruismo. Non abbastanza però da declassare il thriller in un banale romanzo, assolutamente no. La loro presenza rafforza e umanizza il protagonista.

Carrisi inoltre, non tralascia temi d’attualità come il femminicidio, i maltrattamenti nell’infanzia e la violenza più subdola, quella psicologica in ogni ordine e grado.

L’uomo che pulisce esce dallo schema e si affeziona ad una ragazzina, una bambina che ha sofferto esattamente come lui. Si rispecchia nel suo dolore, ne comprende la solitudine. Una scelta vincente da un punto di vista letterario, questo strano connubio abbassa sì la tensione, forse, ma lo rende d’altra parte realistico, da brividi perché credibile. Qualcuno non potrebbe essere d’accordo, eppure io non credo all’assassino che non sbaglia mai. Siamo umani, ed errare o lasciarsi andare ai sentimenti, di qualsiasi natura essi siano, è naturale, vero. Per questo motivo anche l’epilogo, davvero inaspettato, racchiuso in appena due pagine, mi ha ricordato che sto leggendo un libro di Carrisi, e Carrisi ha sempre l’ultima parola. Chapeau a Donato.

Io sono l’abisso mi è piaciuto particolarmente perché in cuor mio ho giustificato le azioni del protagonista. Le mie congetture erano esatte, e non hanno per nulla inficiato la lettura. Ho intravisto le motivazioni. Ho compreso. Con questo non voglio dire che giustifico tutto in toto, dico solo che ad un certo punto per sopravvivere ad un’infanzia negata o a soprusi indicibili, la nostra mente trova delle scappatoie, un rifugio dove nascondersi per sfuggire al dolore di una sorte avversa. E non si sa mai dove ci porti la mente, o peggio ancora le nostre azioni se spinti a reagire.

Io sono l'abisso Donato Carrisi Longanesi letturedikatja.com

Scheda dell’editore

IL NUOVO CAPOLAVORO DI UN AUTORE INTERNAZIONALE

Dopo La casa delle voci, il thriller che ha ipnotizzato il pubblico italiano, una nuova avvincente sfida: un viaggio nel buio che è in ognuno di noi.

Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti.
E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto.

L’uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l’eccezione di rare ma memorabili serate speciali.
Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui che ha scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente.
Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde.

Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce non può sapere: là fuori c’è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna.

E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.

L’autore

Io sono l'abisso Donato Carrisi Longanesi letturedikatja.com

Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive fra Roma e Milano. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. Scrittore, regista e sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, è una firma del Corriere della Sera.

È l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, La ragazza nella nebbia – dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente –, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto – da cui ha tratto il film omonimo – , Il gioco del suggeritore e La casa delle voci.

Ha vinto prestigiosi premi in Italia e all’estero come il Prix Polar e il Prix Livre de Poche in Francia e il Premio Bancarella in Italia. I suoi romanzi, tradotti in più di 30 lingue, hanno venduto milioni di copie.

 

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