Un pianoforte
di Chris Cander, edizioni Nord

Un pianoforte
di Chris Cander, edizioni Nord

Un pianoforte

di Chris Cander, edizioni Nord

Un pianoforte Chris Cander Editrice Nord letturedikatja.com

Recensione

Può un pianoforte assorbire il peso di tutte le persone che lo hanno posseduto e della musica che hanno suonato?

Secondo l’autore Chris Cander questo è possibile. Il suo libro, edito da Nord, intitolato per l’appunto “Un pianoforte” narra una storia molto originale, un rapporto di amore-odio per uno strumento musicale che ha attraversato oceani e deserti per diventare con il tempo una presenza ineluttabile nella vita di Katja prima e di Clara e Greg poi.

Come poteva immaginare Wilm Kretschmann, volontario nei reparti delle SS e primo proprietario di un Bluthner, che il suo dono alla piccola Katja avrebbe condizionato la vita di tante persone.

Dalla lontana Russia al deserto della Death Valley, il Bluthner si trasforma in uno scrigno della memoria e inconsapevole custode dell’infanzia di Clara e Greg. Quando Clara, ormai adulta, decide di disfarsi del pianoforte non avrebbe mai potuto immaginare che il pianoforte potesse essere importante anche per qualcun altro oltre lei.

Il primo incontro tra Clara e Greg è abbastanza burrascoso, e la ragazza spinta dai rimorsi rifiuta di punto in bianco di vendere il suo pianoforte. La sua è una decisione sofferta, è l’unica cosa importante che ha e anche se lo odia non può farne a meno, è l’unico ricordo tangibile di suo padre, della sua famiglia.

Il Bluthner le era nel tempo diventato così familiare da considerarlo una parte del suo corpo, e quando Greg le propone di affittarlo per un bizzarro progetto fotografico, Clara inizialmente si oppone, ma in seguito acconsente nonostante provi una forte contrarietà nel lasciar andare il suo strumento. Perseguitata dai sensi di colpa, decide di seguire il fotografo nel suo tour attraverso la Death Valley per assicurarsi che tutto vada nei migliore dei modi. Greg prima si oppone con forza alla sua presenza, burbero e scontroso com’è non accetta intrusioni né compromessi. Lui è un fotografo e questo è un progetto a cui tiene in particolar modo, è legato ai suoi ricordi d’infanzia e a sua madre Katja.

Clara vuole vedere attraverso gli occhi di Greg cosa accade quando la musica finisce.

Da quando suo padre gliel’aveva regalato, il pianoforte aveva decisamente smesso di suonare, nonostante le numerose lezioni di piano era riuscita al massimo a strimpellare qualche motivetto. Le foto di Greg avrebbero rivelato sicuramente qualcosa su ciò che era stato prima di diventare suo.

Più passa il tempo più aumenta la consapevolezza in Clara che Greg avesse un legame con il suo passato e sapesse qualcosa sul pianoforte che lei ignorva. Sua madre Katja aveva un legame fortissimo con la sua amata Russia e il pianoforte rappresentava tutto quello che si era lasciata alle spalle. Un amore più forte della musica stessa. Quando suonava, Katja dimenticava i soprusi del marito, la lontananza della sua terra natia, le occasioni perdute e affogava la sua profonda solitudine nella musica. Si lasciava trasportare dalle note per soffocare il dolore e la rassegnazione ad una vita che non si era scelta.

Il pianoforte come eco della memoria, come scrigno dei ricordi.

Clara trova Greg particolarmente affascinante, in lui rivede lo stesso vuoto che ha dentro lei, un vuoto sordo lasciato da qualcosa che non c’è più. Sul viso Di Greg si leggono i segni di una ferita profonda, più di quella che l’ha reso zoppo. Trova intrigante la sua complessità, l’aria misteriosa e la sua idea di mostrare cosa accade quando la musica finisce.

Ma perché proprio nella Death Valley?

Sua madre Katja amava il deserto della Death Valley, luogo suggestivo che le ricordava la tundra della sua amata Russia, la musica perduta insieme ai sogni e alla ragazza che era stata un tempo.

E mentre i giorni trascorrono tra uno scatto e l’altro, Clara vive una profonda svolta personale, per la prima volta sente di poter condividere il vuoto che la perseguita, Greg è l’unico in grado di comprendere il suo dolore. Li accomuna il passato e un destino con molti, troppi retroscena ancora da svelare. Ora è tempo per entrambi di ricominciare e lasciarsi alle spalle solitudini e dolore.

Esiste un motivo se il pianoforte è entrato nelle loro vite, perché racchiude qualcosa di importante, qualcosa che riguarda le persone che l’hanno costruito, che l’hanno suonato e poi perduto e poi ritrovato e infine perduto per sempre. Ha dato vita a fantasie pietrificate dal gelo e creato musica dal nulla e ora non c’è più musica, solo uno scrigno della memoria. Il pianoforte è Katja, sua madre è il pianoforte, Greg vuole imprimere sulla pellicola le emozioni, mostrare come si è sentito quando lei è morta. Quello che è accaduto quando la musica è finita.

Questa esperienza li ha profondamente cambiati, entrambi trovano le risposte che cercavano da tutta la vita, e la Death Valley ha fatto da sfondo alla loro rinascita, e l’intento di simboleggiare la fine della musica si è trasformato nella possibilità della musica. In fondo basta guardare con occhi diversi, mostrare il possibile invece del reale.

Chris Cander mi ha letteralmente preso in contropiede, non ero affatto preparata ad una storia di questa portata. Originale e molto intensa, mi ha trascinato nelle atmosfere fredde e aride della tundra per poi catapultarmi nel caldo torrido del deserto della Death Valley. Una storia profondamente umana, che scava nella solitudine e nel dolore della perdita.

Segni indelebili e ferite che non si rimarginano se non attraverso un percorso di rinascita, e per Clara e Greg il pianoforte ha rappresentato tutto questo. Merito a Chris Cander per prosa e ritmo narrativo, un intreccio perfetto, armonico, tra emozione e narrazione.

“Il pianoforte” supera la barriera delle lettere e arriva direttamente al cuore del lettore. Ringrazio  Chris Chander per aver pensato e scritto questa storia.

Scheda dell’editore

Un pianoforte Chris Cander Editrice Nord letturedikatja.com

Un pianoforte

Due donne, due mondi: due destini che s’inseguono come note su un pentagramma

Unione Sovietica, 1962. Katja ha sette anni quando il suo vicino di casa le regala un pianoforte. Lei ancora non lo sa, ma quel dono inatteso le cambierà la vita. Katja scopre infatti di avere il talento per diventare una grande musicista, e non importa dove la porteranno gli eventi della vita, gli studi e il matrimonio: lei e il suo pianoforte rimarranno inseparabili. Almeno finché il marito non decide di fuggire in America, costringendola a lasciarsi tutto alle spalle…

Stati Uniti, oggi. Un’altra relazione fallita, un altro trasloco da fare in pochissimo tempo. Abituata a cambiare spesso città e amori, trascinandosi dietro un’inguaribile insoddisfazione, Clara non ha molto da impacchettare. A parte un vecchio pianoforte. Sebbene lei non sappia suonare, non riesce a disfarsene, perché è stato l’ultimo regalo del padre prima di morire. Questa volta, però, nell’affannato tentativo di spostarlo, Clara si rompe una mano. È l’ultima goccia. Frustrata, si convince finalmente a liberarsi di quel peso, pubblicando un annuncio su Internet.

Un gesto impulsivo di cui si pente subito. Purtroppo, però, si è già fatto avanti un acquirente: un uomo che ha viaggiato a lungo per ritrovare proprio quel pianoforte, e che non è disposto a rinunciarci per nulla al mondo…

Come un’abile direttrice d’orchestra, Chris Cander ci conduce dal gelo della Russia di Stalin alle strade assolate della California, raccontando la storia di due donne lontane eppure molto simili, e del pianoforte che ha segnato la loro vita, legando i loro destini come note sul pentagramma.

«Una storia che lascia il segno.»

The Washington Times

«Intenso, avvincente. Uno dei migliori romanzi dell’anno.»

Booklist

«Si legge in un lampo e non si dimentica più.»

Library Journal

«Brillante.»

The New York Times Book Review

«Forte e delicato insieme.»

Kirkus Reviews

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