La casa in mezzo al mare
di Miquel Reina, Nord

La casa in mezzo al mare
di Miquel Reina, Nord

La casa in mezzo al mare di Miquel Reina

Edizioni Nord

Review in English Lights on the Sea

Autopubblicato dall’autore, La casa in mezzo al mare si è fatto strada tra i lettori
grazie al passaparola, finché Planeta non ne ha acquistato i diritti vincendo un’asta contro altri sette editori.

Recensione
Ho preso in mano “La casa in mezzo al mare” con circospezione, rigirandolo più volte tra le mani con qualche perplessità, non del tutto convinta ma molto incuriosita dalla sinossi così alternativa, invitante, tantoché mi sono ritrovata ad intraprendere questo viaggio avventuroso in compagnia della penna di Miquel Reina.

Romanzo d’esordio per questo giovanissimo autore spagnolo, che da tempo custodiva in un cassetto un racconto, un progetto, fino a quando un giorno ha deciso di realizzare il suo sogno pubblicando questo libro.

Una storia surreale, e a tratti improbabile, ma di una delicatezza infinita, disarmante.

Mi sono subito innamorata dei due protagonisti, Harold e Mary Rose, una coppia di anziani coniugi costretti ad abbandonare la propria abitazione pericolante, causa l’erosione della roccia che sostiene la costruzione. Quella casa affacciata sul mare, dipinta di giallo e aggrappata con ostinazione alla scogliera ha sempre rappresentato per i coniugi Grapes il passato, lì è racchiuso il ricordo indelebile del figlio Dylan, morto anni prima in un tragico incidente.

 “Non voleva abbandonare l’unica cosa che gli restava dei suoi giorni felici, il salvagente che lo aveva aiutato a rimanere a galla e a ricordare tutto ciò che lo aveva aiutato a rimanere a galla e a ricordare ciò che aveva perso.”

Quella scogliera che li ha protetti degli sguardi compassionevoli degli abitanti della piccola comunità, ora li condanna ad abbandonare l’unico rifugio che conoscono, che amano sopra ogni cosa.

 “Ho paura di lasciare l’unico ricordo che ci rimane di lui. Ho paura che l’unica cosa che ci permette di rimanere vicino a lui sia questa casa che domani verrà demolita per sempre. I ricordi sbiadiscono ogni giorno di più …”.

Harold e Mary Rose si preparano a trascorrere l’ultima notte nella loro casa, costruita con tanto amore, rassegnati ad un destino crudele, si addormentano di un sonno profondo, ristoratore, aiutati da un potente sonnifero. Nel frattempo quella notte stessa una violenta tempesta si abbatte sulla piccola cittadina di San Remo, e un fulmine colpisce l’abitazione dei coniugi Grapes, che ignari di tutto non si accorgono che la casa lentamente si sta staccando dalla scogliera per inabissarsi nella profondità di un mare in tempesta.

Ma contro ogni legge della fisica, la casa non solo regge la terribile caduta, ma stranamente non sprofonda nel mare, anzi galleggia come una imbarcazione. E mentre le prime luci dell’alba si impossessano di un nuovo giorno, Harold e Mary Rose si risvegliano in una casa alla deriva. Lo choc è tale che non riescono a darsi una spiegazione, anche perché devono subito risolvere un grave problema strutturale della casa. Una volta superate le prime perplessità prendono atto del nuovo stato di cose, si rendono conto della gravità della situazione e cercano di porre rimedio ai loro bisogni con quello che hanno a disposizione in una casa semidistrutta.

Ma “Com’è possibile che siamo sopravvissuti? Com’è possibile che la casa riesca a galleggiare?”

Harold riesce a darsi una spiegazione abbastanza plausibile, la pietra vulcanica ha al suo interno delle bolle d’aria pietrificate e questo le conferisce una qualità molto peculiare, riescono a galleggiare. La roccia su cui è edificata la casa fa sì che non affondino. Galleggiano come un tappo di sughero.

La casa in mezzo al mare Reina Nord

Le necessità diventano con il trascorrere del tempo sempre più impellenti, il clima sta cambiando, i bisogni primari sono ora l’elettricità e il cibo, e Harold mette a frutto tutta la sua inventiva e la sua esperienza accumulata negli anni per risolvere parte dei problemi. L’istinto di sopravvivenza li fortifica anche in questa situazione bizzarra, fuori da ogni schema, seppure tra mille difficoltà riescono a ritrovarsi, ad amarsi con maggiore intensità.

Il destino li ha messi alla prova e anche se non riescono ad abituarsi all’immensità del mare, sentendosi piccoli e indifesi di fronte a quel blu infinito, pieno di sconfinata solitudine, riescono finalmente a scorgere la vera bellezza della natura e con essa della vita.

Ripercorrono i loro ricordi, legati indissolubilmente alla casa e a Dylan, avevano dei sogni, volevano esplorare il mondo, solcare tutti i mari del mondo, con una barca che Harold e il figlio stavano costruendo con tanto amore e sacrificio. Ma un giorno il destino ha spezzato i loro sogni, portandosi via Dylan e i loro progetti.

Sono sopravvissuti a tutto questo per un motivo, Mary Rose ne è convinta, anche quando tutte le speranze di sopravvivere a questa avventura si assottigliano sempre di più. Una serie di eventi li porta ad incagliarsi tra ghiaccio e neve, in un’area completamente disabitata. Stremati, feriti e affamati si preparano a trascorrere gli ultimi istanti di vita insieme, rammaricandosi di non aver fatto tutto il possibile per vivere una vita piena e felice. E quando ormai tutto sembra perduto vengono tratti in salvo da una comunità nomade.

Questa esperienza li cambierà per sempre, il loro modo di vivere privo del superfluo, li costringe a fare i conti con le priorità e le cose veramente importanti nella vita. Una crescita spirituale che li rende finalmente liberi e consapevoli, perché “Siamo tutti nomadi non sono le pareti e nemmeno un posto a fare una casa. Sono le nostre esperienze, le persone che incontriamo nel percorso e il modo in cui decidiamo di vivere la nostra vita. La vita è movimento.”

Essi non sentono il bisogno di proteggersi dietro un muro di convenzioni, i loro rapporti sono autentici. Li guidano verso un nuovo orizzonte, una nuova consapevolezza, il loro sguardo si riempie di una nuova luce piena di speranza e di perdono. Sono finalmente pronti per affrontare la vita senza la paura, il risentimento, perché quella notte non hanno perso solo un figlio, ma loro stessi. “Il nostro destino non era quello di costruire la casa, ma di salire su quella barca. È ora di ricominciare a vivere.”

Harold e Mary Rose avevano imprigionato per anni il loro sogno e la loro libertà, prigionieri del senso di colpa. Ora si sentono finalmente vivi e felici di seguire la luce che li ha guidati lungo tutto il loro viaggio, Dylan li attende, non sono più soli, ora possono guardare insieme l’orizzonte e il mare con le sue infinite possibilità, perché “A volte bisogna perdersi per ritrovarsi”.

Miquel Reina ha superato brillantemente la sua prova di scrittore. Questa storia, certamente non semplice, ha saputo raccontare il dolore della perdita con infinita delicatezza. Non ci sono recriminazioni, c’è solo il silenzio assordante di chi ci ha lasciato, e la necessità di perdonarsi per vivere una vita che vale sempre la pena di essere vissuta. A Reina va il merito di aver raccontato con una scrittura fluida, aperta, sincera, un viaggio per ritrovare e ritrovarsi, dove ogni lettore è invitato a salire su quella casa galleggiante e “smettere di vivere la vita che ci si aspetta da voi, per iniziare a vivere la vita che avete sempre sognato. Non dobbiamo arrenderci perché la vita è un viaggio che merita di essere vissuto a pieno.”

Scheda dell’editore

Dopo il successo in Spagna, La casa in mezzo al mare sta conquistando tutto il mondo.

Sembrava una domenica di luglio radiosa come poche nell’isola di Brent, un remoto pezzo di roccia vulcanica circondato da un mare freddo e ostile. Invece, gradualmente, una densa coltre di nubi ha coperto il cielo e, all’improvviso, è scoppiato un temporale.

Harold e Mary Rose Grapes sono barricati nella loro villetta gialla, a picco sulla scogliera più alta dell’isola. Sei mesi prima, hanno ricevuto un’ingiunzione di sfratto: per lo Stato quella casetta sulla falesia, in cui la coppia di pensionati ha vissuto per trentacinque anni, non è sicura e va abbattuta. L’indomani devono lasciarla e trasferirsi nell’angusta camera di una casa di riposo. Gli scatoloni non bastano a contenere i ricordi: quella casa è tutto ciò che li lega alla memoria del figlio, perso troppo presto, e ai sogni di gioventù cui hanno da tempo rinunciato, in favore di una vita tanto rassicurante quanto noiosa.

Ma ecco che, durante la notte, avviene un fatto straordinario. Un fulmine colpisce la scogliera e crea profonde crepe nella roccia. Poi, con un tonfo, la casa scivola sul mare.

È così che i Grapes diventano due naufraghi a bordo di una casa galleggiante. È così che ha inizio il loro viaggio alla deriva in un mare irto di pericoli. Per sopravvivere dovranno affrontare insieme le avversità quotidiane, dire addio ai fantasmi del passato e dimenticare i vecchi rimorsi. Come i più grandi avventurieri, impareranno che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni e che, a volte, è necessario perdersi per riuscire a ritrovarsi.

L’autore

Miquel Reina è nato nel 1986 in Catalogna. Ha studiato Design e Cinema a Barcellona e Southampton. Da sempre attratto dai mestieri creativi, ha iniziato giovanissimo a farsi le ossa come grafico, film-maker, animatore 3D e art director. Nel 2014 un suo video musicale è stato premiato al Tribeca Film Festival. Dal 2016 vive a Vancouver, in Canada, dove lavora per uno studio di produzione video e strategie digitali, coltivando nel tempo libero la passione per lui più gratificante: la scrittura.

La casa in mezzo al mare Reina Nord

La casa in mezzo al mare
Miquel Reina
Traduttore: C. Falsetti
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 17/05/2018
Pagine: 320 p., Brossura
EAN: 9788842930709

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