Isola di Neve
di Valentina D’Urbano, Longanesi

Isola di Neve
di Valentina D’Urbano, Longanesi

Isola di Neve di Valentina D’Urbano

Edizioni Longanesi

L'isola di neve Valentina D'Urbano Longanesi letturedikatja.com

Isola di Neve di Valentina D’Urbano

“Mi chiedo sempre se da qualche parte ci sei ancora. Se qualcuno, prima o poi, si ricorderà di noi e verrà a cercarci.”

E qualcuno alla fine è arrivato.

Sono trascorsi ormai più di cinquant’anni da quando Andreas Von Berger e Neve si sono incontrati per la prima volta. Lui è un detenuto rinchiuso nel vecchio carcere dell’isola di Santa Brigida, mentre lei è una giovane pescatrice; ma lui non è un detenuto qualunque, è un famoso violinista, costretto a scontare una lunga pena per aver commesso un grave delitto.

Quando tutti gli isolani di Novembre, gemella di Santa Brigida, vengono a conoscenza dell’arrivo di un nuovo detenuto, la giovane Neve non resiste alla tentazione, vuole assistere allo sbarco, quindi si reca di nascosto sulle spiagge di Santa Brigida.

Tutti a Novembre conoscono Neve, figlia di un povero pescatore, piccola ed esile, bionda e indomita, con una strana luce negli occhi e costretta fin da piccola a contribuire con il suo lavoro al sostentamento dell’intera famiglia. La vita non è stata generosa con Neve, spesso malmenata dal padre, un uomo violento ed alcoolizzato, e quando può fugge lontano dalla sua casa e dalla sua famiglia.

Conosce l’isola come le sue tasche, e spesso si rifugia sull’isola di Santa Brigida in cerca di pace e conforto. È vietato andare sull’isola e nessuno sa che lei spesso si reca su quella piccola spiaggetta confinante con le vecchie mura del carcere. Un giorno si sente chiamare da una delle celle prospiciente la spiaggia, è Andreas; da tempo aveva notato quella ragazzina impegnata a raccogliere conchiglie sulla spiaggia, una piacevole distrazione per un uomo costretto a trascorrere in assoluta solitudine le sue lunghe giornate, in compagnia solo della sua musica e del suo violino.

Da quando è rinchiuso in quella cella non ha avuto altri contatti se non con le guardie carcerarie, una solitudine dura da sopportare per un uomo di mondo come lui, e quella giovane ragazza lo attrae come una falena alla fiamma. Non sa niente di lei, sente solo che le loro solitudini sono affini, diverse nella forma, ma simili nella sostanza.

Lei si rifiuta di rivelargli il suo nome, quindi Andreas decide di battezzarla Tempesta come la “La tempesta di mare di Vivaldi”, unicamente per il suo coraggio. I loro incontri sono rubati, attimi in cui Neve ritrova la pace, i loro dialoghi l’aiutano a comprendere un mondo che ancora non conosce e vedere con occhi nuovi orizzonti lontani.

E a poco poco si innamorano inevitabilmente ed inesorabilmente.

È un sentimento impossibile da tutti i punti di vista, ma loro ci credono e sognano un futuro, una vita lontano dall’isola. Neve sente per la prima volta di potersi fidare di un uomo, Andreas non è violento, è generoso, intelligente ed amorevole.

Neve con la sua tenacia trova la forza per entrambi ed escogita un piano per salvare il salvabile, piccole testimonianze di un uomo che ha speso tutta la sua vita per la musica.

Custodirà gelosamente il suo ricordo nel cuore, nulla sarà dimenticato, perché nulla sarà perduto.

Nessuno dei due poteva immaginare che la vita li avrebbe condotti verso quel destino, forse perché tutto era già scritto. Le loro anime come le loro vite si sono fuse per sempre nel momento esatto in cui Neve si è voltata per raggiungere le sbarre della cella di Andreas. Pochi saranno a conoscenza della loro storia, un amore che rimarrà per sempre legato a quel luogo proibit, a quell’isola. Perché neanche le sbarre di una cella possono dividere due anime destinate a stare insieme.

Sono trascorsi tanti anni da allora, eppure c’è qualcuno che cerca Andreas e il suo violino, un Guarnieri del Gesù, dal valore inestimabile. Edith, una ragazza tedesca, violinista anche lei, si è messa sulle tracce di Andreas, perché nessuno ha mai voluto fare ricerche su di lui e di quel violino non importa a nessuno tranne che a lei.

Insieme al trasferimento del detenuto erano stranamente scomparsi tutti i suoi effetti personali, quali i suoi spartiti su cui stava lavorando e il preziosissimo violino. Edith è spinta dall’amore per la musica, vuole essere la persona che ha riportato alla luce un violinista dimenticato da tutti, un talento straordinario e non vuole che il nome di Von Bergere cada nell’oblio.

Non esistono testimonianze del suo lavoro, nessuno ricorda il suo talento, la sua grandezza come violinista. Gli spartiti e il suo violino sarebbero la prova tangibile della sua esistenza, una testimonianza del suo lavoro. Le tracce l’hanno condotta da Dresda a Novembre, ma qui si scontra con una dura realtà, è trascorso troppo tempo da allora, i testimoni di quel periodo sono tutti morti e la documentazione è inesistente.

Ora Edith è ad un punto morto, fino a quando giunge sull’isola Manuel.

Manuel Manca dall’isola e dalla casa dei nonni da più di dieci anni, la vita gli ha presentato il conto delle sue sregolatezze, e un terribile segreto lo ha spinto a cercare rifugio nell’unico posto dove un tempo è stato felice.

L’incontro tra i due è inevitabile, sono gli unici coetanei su tutta l’isola, Edith lo mette al corrente della sua ricerca e Manuel anche se all’inizio molto contrariato cede dall’irruenza della ragazza e decide di aiutarla nelle ricerche. Lui conosce benissimo l’isola e insieme setacciano ogni angolo, nella vana speranza di trovare una traccia di Andreas e Tempesta.

Si spingono fino a Santa Brigida ad ispezionare le rovine del vecchio carcere, impresa vietata e molto rischiosa, eppure entrambi sono animati dalla stessa voglia di riportare a galla le ceneri di un grande musicista. Tassello dopo tassello Edith e Manuel portano alla luce il lavoro di Andreas, e nel frattempo imparano a conoscersi meglio. Ne nasce prima un’amicizia e in seguito un amore.

Ma Manuel non si concede la gioia di vivere questo sentimento, perché affetto da una grave dipendenza e soprattutto è divorato da un terribile segreto. Fuggire è sembrata l’unica soluzione, lontano da tutto e tutti medita come affrontare i suoi demoni, e la vicinanza di Edith sembra essere l’unica cosa bella della sua vita in questo momento così delicato della sua vita.

Quella giovane musicista, non bellissima, un po’ fuori dalle righe, stravagante e coraggiosa gli ha dato la possibilità di conoscere l’amore con la A maiuscola, quello per cui vale sempre la pena di lottare. Insieme, esattamente come Andreas e Tempesta, li accomuna la musica e le parole, i dialoghi sussurrati e gli abbracci rubati, suggellando un sentimento più forte del tempo e dello spazio.

Manuel, grazie ad Andreas e Tempesta, trova finalmente la forza di ricominciare, affrontando per la prima volta con coraggio le sue sofferenze a viso aperto, e l’isola che lo ha accolto fa da sfondo alla sua rinascita e a quella di Andreas. Le loro vite si sono incrociate per sempre, la passione per la musica li ha fatti incontrare e nulla potrà mai slegare l’amore che provano l’uno per l’altro. Finalmente il nome di Andreas è stato riabilitato e la verità è finalmente venuta a galla per sempre.

Valentina D’Urbano ha intessuto una storia molto originale e di grande forza narrativa.

Come lettrice mi sono sentita accolta tra le sue braccia. Non è un libro romantico, è piuttosto un libro sulla forza dei sentimenti. Ho provato tutte le emozioni in gioco, ho riso, ho pianto, mi sono commossa con Neve, Andreas, Edith e Manuel. Ognuno ha dato un contributo decisivo ad una bella storia, molto profonda e di significato.

L’imperfezione dei sentimenti è sicuramente il filo conduttore dell’intero romanzo, Neve era imperfetta agli occhi di tutti, bistrattata dalla sua stessa famiglia, ma amata perdutamente da Andreas, che ha accolto e protetto ogni sua mancanza, le loro strade forse in un’altra vita non si sarebbero mai incrociate, impossibile anche solo immaginarlo, eppure questa è la forza e la magia dell’Amore, ci conduce verso il nostro destino; esattamente com’è successo a Edith e Manuel, due mondi affini, ma distanti anni luce per tante ragioni, ma ora legati per sempre da un sentimento indissolubile.

Due piani temporali magistralmente intersecati l’uno all’altro, un racconto che si snoda tra passato e presente in un alternarsi di voci ed emozioni. Il ritmo narrativo ben cadenzato e ricco di elementi narrativi ha dato corpo ad un romanzo senza tempo, intramontabile. Una lettura adatta ad un pubblico vasto ed eterogeneo.

La scrittura è calda, familiare, un tocco riconoscibile di una grande scrittrice e in ogni passo si sente la forza delle sue parole in grado di arrivare al cuore del lettore.

Accogliete questo libro nella vostra vita, proteggetelo dalla polvere nella vostra libreria, perché spesso vi capiterà di aver voglia di rileggere qualche passo per sentirvi ancora una volta lì a Novembre ad ascoltare con il cuore la melodia struggente che viene dal mare, perché Andreas non ha mai smesso di suonare per Neve, per Tempesta e anche un po’ per voi.

Scheda dell’editore

A distanza di due anni dal precedente, Valentina D’Urbano torna in libreria con un romanzo potente, Isola di Neve. Sullo sfondo autunnale di un’isola senza ormai più turisti, al largo di Roma, l’autrice racconta una storia d’amore e di ricerca di sé che si sviluppa su due piani temporali diversi e dà vita a due fortissime protagoniste femminili. Due donne che guardandosi dentro troveranno e terranno stretta, in un misto di timore e fierezza, la meraviglia della scoperta e la forza dell’indipendenza.

È il 2004, Manuel, 28 anni, è scappato di casa e dopo aver rotto i ponti con la propria famiglia e fidanzata, è approdato sull’isola di Novembre, dove conta di ripartire da capo con la propria vita. Qui incontra una giovane ragazza tedesca, Edith, una violinista che è sull’isola per una ragione precisa: ricostruire tutto ciò che può su un misterioso violinista tedesco, Andreas von Berger, ultimo prigioniero del carcere di Santa Brigida – un isolotto a poche centinaia di metri da Novembre –, rinchiuso lì negli anni Cinquanta e morto poco dopo la scarcerazione, in circostanze mai chiarite.

Di Andreas restano poche cose: un frammento della sua ultima partitura per violino e un nome di donna: Tempesta.

Cinquant’anni prima, nel 1952, Neve è una giovane pescatrice dell’isola di Novembre. In costante fuga dal padre violento, Neve si barcamena nella vita isolana del dopoguerra, fatta di stenti, miseria e arretratezza culturale e sociale. È proprio sfuggendo a una delle violente sfuriate di suo padre che, attratta dalla musica di un violino, finisce sulla piccola spiaggia bianca e isolata su cui si affaccia la cella di Andreas.

Divisi dalle sbarre della prigione, Neve e Andreas cominciano a parlare, con un solo patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome così che sarà lui stesso a sceglierne uno: Tempesta.

Sullo sfondo suggestivo e feroce di un’isola tanto bella quanto selvaggia, una storia indimenticabile. Con la travolgente forza espressiva che da sempre le è propria, Valentina D’Urbano intreccia passato e presente in un romanzo che esalta il valore e la potenza emotiva dei ricordi, e invita a scoprire che, per essere davvero se stessi, occorre vivere il dolore e l’amore come due facce di una stessa medaglia.

21 luglio 1966, Isola di Novembre

Stamattina ho preso la barca e sono andata a Santa Brigida. Non ci mettevo piede da più di dieci anni. Mi sono svegliata che era ancora notte, ho preparato la colazione e l’ho lasciata sul tavolo in cucina, poi sono tornata in camera per vestirmi. Mentre attraversavo il corridoio ho sentito il suo respiro pesante e allora mi sono arrischiata ad aprire la porta del soggiorno, a gettare un’occhiata dentro. Dormiva profondamente sulla sua brandina, il corpo sudato avviluppato nelle lenzuola, i capelli sparsi sul cuscino.

L’autrice

Valentina D’Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora come illustratrice per l’infanzia. Il rumore dei tuoi passi, suo libro d’esordio uscito con Longanesi nel 2012, è stato un vero e proprio caso editoriale, vincitore del Premio Città di Penne Opera Prima e Premio Cultura Mediterranea Fondazione Carical. In seguito sono apparsi Acquanera (2013) che in Francia ha vinto il Prix Literaire Cezam, Quella vita che ci manca (2014) che si è aggiudicato il Premio Rapallo, Alfredo (2015) e Non aspettare la notte (2016). I suoi romanzi sono stati pubblicati in Francia e in Germania, ottenendo importanti riconoscimenti da parte della critica.

Isola di neve
Valentina D’Urbano
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 13 settembre 2018
Pagine: 320 p., Rilegato
EAN: 9788830448780

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