Dall’altra riva
di Emmanuelle De Villepin, Longanesi

Dall’altra riva
di Emmanuelle De Villepin, Longanesi

Dall’altra riva

di Emmanuelle De Villepin, edito da Longanesi

Dall'altra riva Emanuelle De Villepin Longanesi letturedikatja.com

Recensione

La mia prima lettura firmata Emmanuelle De Villepin e posso affermare senza ombra di dubbio che si è rilevata un’esperienza più che positiva.

Pubblicato per Longanesi, Dall’altra riva è una storia di donne, belle, fragili, complicate.

Emmanuelle De Villepin ci narra le vicende di una famiglia complessa, all’apparenza come tante, ma trasfigurata dall’assenza della figura materna, fuggita anni prima con un giovane amante. Orfani di un punto di riferimento importante, la famiglia si disgrega con la morte del figlio e si separa in seguito all’allontanamento volontario di una delle figlie.

Una famiglia alla deriva frantumata dal dolore della perdita e annientata dalle assenze.

Nadège è la figlia a cui è stato affidato il compito di riannodare i fili di una storia con troppe lacune. Con la morte improvvisa del padre e la scoperta di un diario scritto dalla madre in seguito alla fuga, le figlie  decidono di mettersi sulle tracce della donna. I genitori avevano un segreto. Ora tocca alle figlie districarsi tra  i ricordi del passato e mettere da parte tutte le recriminazioni covate negli anni.

Si può condannare chi cerca la felicità ad ogni costo? La madre cercava disperatamente la sua felicità, e forse, solo per un brevissimo istante, l’ha trovata tra le braccia di un giovane amante. La sua è stata una fuga disperata. Istintiva. L’unico rimedio al suo male di vivere.

Un malessere che si portava dentro da sempre, ancorato ad un’anima insoddisfatta incapace di concedere quell’amore incondizionato, come solo una madre sa fare.

L’istinto materno. Cos’è veramente l’istinto materno? La negazione di se stessi? Quando si diventa madri nel cuore?

Nadège, con uno sguardo scevro dal dolore, riscopre un lato della donna fino ad allora nascosto.

Le ferite di sua madre, sono diventate anche le sue, accolte tra le braccia amorevoli di una figlia che riconosce la difficoltà di essere madre e contemporaneamente donna. I figli sfiniscono, annientano e il suo grido d’aiuto è rimasto inascoltato. La fuga quindi come unica soluzione. Fuga da un matrimonio che l’opprimeva, fuga dall’amore dei figli, fuga dai suoi limiti di madre.

Quale pena comminare ad una madre assente? Anche se le ferite dei figli non guariranno mai e quelle stesse ferite condizioneranno tutta la loro vita, si può condannare una donna che non è in grado di essere madre?

L’autrice ci racconta di essersi ispirata per la stesura di questo romanzo un po’ alla sua famiglia d’origine, in particolare alla madre. Una donna chiusa nel suo mondo e con alle spalle una relazione clandestina.

Non tutte le donne nascono con l’istinto materno. È riduttivo pensare che sia innato. L’amore si costruisce, si conquista e a volte è necessario rinunciarci, sicuramente con dolore, rammaricandosi per il resto della vita, ma irrinunciabile agli occhi di chi la compie.

Romanzo essenziale, elegante, senza fronzoli che scava in profondità e induce alla riflessione.   

Tra passato e presente, un viaggio a ritroso per chiudere un cerchio e scoprire un legame indissolubile così forte da sopravvivere al rancore e all’abbandono.

E’ stata una bellissima esperienza leggere questo libro. Leggerò ancora Emmanuelle De Villepin, una scrittrice, una madre, una donna semplice che parla dei sentimenti delle donne.

Consiglio vivamente a tutti di leggere Dall’altra riva di Emmanuelle De Villepin.

Scheda dell’editore

“Dall’altra riva” sarà presto mio ospite sul Blog. Intanto auguratemi buona lettura!

Dall'altra riva Emanuelle De Villepin Longanesi letturedikatja.com

Al funerale di suo padre, in Normandia, Nora non riconosce nessuno. Ma in fondo è normale: sono passati quarant’anni dall’ultima volta in cui aveva visto parenti e amici di un tempo lontanissimo che Nora ha cercato di dimenticare. Quarant’anni da quando è scappata dalla sua famiglia senza mai voltarsi indietro.

Con una sola persona è rimasta in contatto per tutto quel tempo: sua sorella Apolline, che con lei ha diviso il dolore dell’abbandono da parte della madre Nadège, donna bella e difficile che dopo aver recitato senza troppa convinzione il ruolo di madre e moglie perfetta era improvvisamente scomparsa facendo precipitare il marito nella depressione.

Durante la lettura del testamento il notaio consegna alle due sorelle un diario scritto dalla madre, col racconto di quel che le era successo dopo la fuga. Le figlie, sconvolte nello scoprire tanti segreti sul conto dei genitori, decidono di mettersi sulle tracce della donna. Inizia così un viaggio commovente tra Francia e Toscana, tra presente e passato, per chiudere un cerchio e scoprire che alcuni legami sono così intensi da sopravvivere a qualunque abbandono.

L’autrice

Dall'altra riva Emanuelle De Villepin Longanesi letturedikatja.com

EMMANUELLE DE VILLEPIN è nata in Francia nel 1959. Giovanissima si è trasferita a Ginevra, dove si è poi laureata
in legge, e quindi a New York. Dal 1988 vive stabilmente a Milano con il marito e le tre figlie. Dal 2006 è vicepresidente
della fondazione Dynamo e dal 2011 è presidente dell’Associazione Amici di TOG (Together To Go), un Centro di
eccellenza dedicato alla riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche complesse.

Presso Longanesi ha pubblicato i romanzi Tempo di fuga (2006), La ragazza che non voleva morire (2008, Premio Fenice Europa 2009), La vita che scorre (2013, Premio Rapallo Carige 2014) e La parte del diavolo (2016). Con Skira, nel 2010, la fiaba La notte di Mattia (illustrata dalle fotografie della figlia, Neige De Benedetti). È autrice del libretto del balletto Madina,
tratto da La ragazza che non voleva morire, su musiche del compositore Fabio Vacchi (debutto al Teatro alla Scala nel marzo 2020), con la partecipazione di Roberto Bolle.

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