Tre gocce d’acqua
Valentina D’Urbano, Libri Mondadori

Tre gocce d’acqua
Valentina D’Urbano, Libri Mondadori

Tre gocce d’acqua

di Valentina D’Urbano, edito da Libri Mondadori

Tre gocce d'acqua Valentina D'Urbano Libri Mondadori letturedikatja.com

Recensione

Quant’è bello e struggente questo libro? Tanto, troppo.
Valentina D’Urbano è un biglietto vincente, sempre e comunque, e mi sembra quasi superfluo scrivere una recensione per il suo ultimo libro. Lei è semplicemente un’autrice da leggere e comprare a scatola chiusa.

Tre gocce d’acqua è un romanzo straziante, che strappa lacrime e rabbia. Una storia d’amore e d’affetto che lega tre protagonisti, un percorso di vita unico e irripetibile, e soprattutto credibile fino all’ultima riga. Pietro, Nadir e Celeste sono indissolubilmente legati da un sentimento che ora è affetto fraterno, ora è amore, ora è complicità, ora è rivalsa. La storia, che si dipana lungo venticinque anni, narra le vicende di tre persone unite da un destino beffardo, e nel contempo indissolubile.

Pietro, il fratello maggiore di Nadir e Celeste, è il centro, il collante di tutti. Il loro è un legame che crea dipendenza, un sentimento feroce e totale di appartenenza che li legherà per tutta la vita. 
Pietro è lo studioso, animato da forti ideali, di poche parole e avaro nelle dimostrazioni d’affetto, ma riesce comunque ad accentrare su di sé i sogni e i desideri di Nadir e Celeste bambini, e diventarne l’eroe da imitare e rispettare.
Nadir e Celeste invece sono due mondi diametralmente opposti; lui scapestrato e graffiante, lei più introspettiva e affetta da una rara malattia genetica. Non sono fratelli di sangue, hanno in comune il fratello Pietro e questo per un lungo periodo dell’infanzia e parte dell’adolescenza si rivelerà spesso motivo di scontro. I contrasti con gli anni assumono sfumature diverse, si tramutano alternandosi in amicizia e complicità, ma anche in rabbia e amore, tra odio e rivalsa.

Spalmato su tre tappe fondamentali della vita, infanzia, adolescenza ed età adulta, il romanzo ripercorre i sentimenti che per tutta la vita sono stati alla base di un rapporto per molti versi anomalo, portato all’estremo, spesso contrastato dagli stessi protagonisti. Pietro rappresenterà per sempre il fulcro su cui tutto ruota, suo malgrado inconsapevolmente, ogni decisione condizionata da questa figura ingombrante che sovrasta le vite e la felicità di Celeste e Nadir.

Qui Valentina d’Urbano mostra tutta la sua maestria nel giostrare i fili dei sentimenti, delle emozioni che si fanno sempre più intense, intricate. Un pugno nello stomaco, stilettate che vanno dritte al cuore, perché solo un’autrice del suo calibro può avere la pretesa e le capacità di portare a casa una storia che di semplice non ha nulla. Ogni fibra del corpo viene chiamata in soccorso al lettore, perché leggere Tre gocce d’acqua è solo all’apparenza un compito facile, ma uscirne è impossibile. Le pagine ti restano attaccate, e anche una volta terminata la lettura ti ritrovi a fantasticare, a ripercorrere passaggi e immagini, volti diventati ormai familiari, di casa.

Stravolge ed emoziona, un libro capace di raccontare i sentimenti e le sue sfumature addentrandosi nell’anima dei protagonisti, mostrando nel contempo anche il volto più subdolo, rabbioso, perché tutti noi siamo fatti di sfumature e tonalità e anche l’amore cambia e si adegua alle vicissitudini della vita. Celeste, voce narrante, voce di mezzo, racconta dei suoi fratelli, e lo fa senza veli, il dolore denuda, il dolore ci fa crescere e lei è cresciuta soffocando un sentimento come l’amore per proteggere un amore ancora più grande, quello per un fratello che è stata la sua roccia, un punto di riferimento da cui ripartire dopo ogni caduta.

Ho letto tutti i libri di Valentina D’Urbano e credo che questo sia uno dei più belli, anche se il confronto è arduo e quasi impossibile. Ogni suo romanzo un viaggio a sé, unico e irripetibile. In Tre gocce d’acqua ho toccato con mano la forza dei sentimenti. L’affetto, l’amicizia, l’amore, l’odio e la rabbia sono tutte facce della stessa medaglia, un legame così forte e nostalgico in grado di sopportare e perdonare gli errori commessi, e convivere con i lati oscuri dell’anima, e farli suoi perché se si ama davvero, si ama totalmente e incondizionatamente.

Bello, bello, bello. Consigliato da Katja!

Se questo articolo è stato di vostro gradimento, vi invito a leggere la recensione di Acquanera della stessa autrice, link>>, e Isola di Neve link>>

Scheda dell’editore

Tre gocce d'acqua Valentina D'Urbano Libri Mondadori letturedikatja.com

Il nuovo, intenso romanzo dell’autrice del bestseller Il rumore dei tuoi passi: la storia di un legame a tre indissolubile, di fratellanza, odio, amore.

Celeste e Nadir non sono fratelli, non sono nemmeno parenti, non hanno una goccia di sangue in comune, eppure sono i due punti estremi di un’equazione che li lega indissolubilmente. A tenerli uniti è Pietro, fratello dell’una da parte di padre e dell’altro da parte di madre. Pietro, più grande di loro di quasi dieci anni, si divide tra le due famiglie ed entrambi i fratellini
stravedono per lui.

Celeste è con lui quando cade per la prima volta e, con un innocuo saltello dallo scivolo, si frattura un piede. Pochi mesi dopo è la volta di due dita, e poi di un polso. A otto anni scopre così di avere una rara malattia genetica che rende le sue ossa fragili come vetro: un piccolo urto, uno spigolo, persino un abbraccio troppo stretto sono sufficienti a spezzarla. Ma a sconvolgere la sua infanzia sta per arrivare una seconda calamità: l’incontro con Nadir, il fratello di suo fratello, che finora per lei è stato solo un nome, uno sconosciuto.

Nadir è brutto, ruvido, indomabile, ha durezze che sembrano fatte apposta per ferirla. Tra i due bambini si scatena una gelosia feroce, una gara selvaggia per conquistare l’amore del fratello, che preso com’è dai suoi studi e dalla politica riserva loro un affetto distratto. Celeste capisce subito che Nadir è una minaccia, ma non può immaginare che quell’ostilità, crescendo, si trasformerà in una strana forma di attrazione e dipendenza reciproca, un legame vischioso e inconfessabile che dominerà le loro vite per i venticinque anni successivi. E quando Pietro, il loro primo amore, l’asse attorno a cui le loro vite continuano a ruotare, parte per per uno dei suoi viaggi in Siria e scompare, la precaria architettura del loro rapporto rischia di crollare una volta per tutte.

Al suo settimo romanzo, Valentina D’Urbano si conferma un talento purissimo e plastico, capace di calare i suoi personaggi in un’attualità complessa e contraddittoria, di indagare la fragilità e la resilienza dei corpi e l’invincibilità di certi legami, talmente speciali e clandestini da sfuggire a ogni definizione. Come quello tra Celeste e Nadir, che per la lingua italiana non sono niente, eppure in questa storia sono tutto.

L’autrice

Tre gocce d'acqua Valentina D'Urbano Libri Mondadori letturedikatja.com

Valentina D’Urbano è nata nel 1985 a Roma, dove vive e lavora. Ha esordito nel 2012 con Il rumore dei tuoi passi, seguito da Acquanera (2013), Quella vita che ci manca (2014), Alfredo (2015), Non aspettare la notte (2016) e Isola di Neve (2018), tutti pubblicati da Longanesi. I suoi romanzi sono stati tradotti in diversi paesi e hanno vinto numerosi premi letterari tra i quali il premio Rapallo Carige, il premio Stresa e il Prix Cezam in Francia.

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