Zdenko L’ultimo dei Thun
di Luciana Battan, Brè Edizioni

Zdenko L’ultimo dei Thun
di Luciana Battan, Brè Edizioni

Zdenko L’ultimo dei Thun

di Luciana Battan, Brè Edizioni

Zdenko L'ultimo dei Thun Luciana Battan Brè Edizioni letturedikatja.com

Sinossi 

È un romanzo storico e fa riferimento a Castel Thun, lo splendido maniero situato a Vigo di Ton, nella Bassa Anaunia in Trentino, che è stato aperto al pubblico il 17 aprile del 2010, a restauri ultimati.

Castel Thun dal 1992 è infatti proprietà della Provincia Autonoma di Trento ed è diventato un museo, uno dei più importanti dell’intero arco alpino.
Il romanzo verte sul racconto delle vicende dell’ultima famiglia Thun Hohenstein di Boemia, che ha acquistato Castel Thun dagli eredi di Matteo II Thun della linea dinastica di Castel Thun per andarci poi a vivere. A fianco dei nobili Thun, appariranno i loro fedeli servitori e sarà proprio grazie alle loro parole che si sveleranno i sentimenti, i segreti e le caratteristiche della vita di questi signori.

Attraverso il racconto fantasioso di Josef Horaĉek, cameriere personale del conte Franz de Paula Thun di Hohenstein, e quello reale di Ezio Turri, uno degli ultimi camerieri del conte Zdenko Thun Hohenstein, si conosceranno vita e personalità dei loro signori.

Alla figura intraprendente e bonaria del conte Franz, farà da contrasto quella più solitaria e bizzarra del suo primogenito, il conte Zdenko, mentre entrambi saranno legati alla figura della contessa madre Maria Teresa Thun di Castelfondo, donna dal temperamento forte e determinato.

Ai membri di quest’ultima a famiglia Thun va il merito di aver restaurato il castello, che era caduto in rovina, di aver conservato le opere d’arte già presenti, di averlo arredato e arricchito nel tempo in modo straordinario e infine di averlo custodito con amore e cura, affinché giungesse intatto fino ai nostri giorni.

“Zdenko spalancò lo sguardo sul magnifico scenario; le dolci colline attorno a Vigo… quante volte si era soffermato a guardare dall’alto il paesaggio della pieve e si era riempito gli occhi di quella bellezza! Poi intravide un’ombra scura, seminascosta in un angolo della stanza. Riconobbe la signora falciata ma questa volta non ne ebbe paura. Nella sua vita non aveva compiuto opere di grande valore, non era stato né un marito né un padre, non aveva amministrato bene il suo patrimonio, però era riuscito a conservare quasi intatto il castello e di questo era orgoglioso. Suo padre avrebbe approvato; sua madre pure, e per una volta tanto lo avrebbe capito. Sarebbe stato Castel Thun il grande dono che lui avrebbe lasciato all’umanità.” 

In vendita in tutte le librerie online.

L’autrice ha risposto…

Zdenko L'ultimo dei Thun Luciana Battan Brè Edizioni letturedikatja.com

– Sei originaria di Vigo di Ton.

Si! Il mio libro storico “Zdenko, l’ultimo dei Thun” è nato proprio dal fatto che mi sono resa conto da quando è diventato museo che non sapevo niente di quel castello. Dalla casa della mia mamma vedi il castello a due passi. Se tu mi avessi chiesto a quel tempo perché ci sono i Thun e poi ci sono i Thun Hohenstein, perché Zdenko era Zdenko che non  era un nome trentino, io non sapevo darti una risposta. Impossibile una lacuna così.

Allora mi sono messa a studiare la storia dei Thun e poi ho avuto la grazia di avere un amico, un persona di una certa età, che ha fatto il custode nel castello durante gli ultimi anni di vita del conte, che è stato appunto Zdenko Franz conte Thun Hohenstein di Boemia. Attraverso le sue interviste e tutto quello che mi ha raccontato, io ho messo insieme e ho romanzato la parte storica dei Tono, perché in origine si chiamavano Tono e in seguito il nome assunse la forma tedesca e sono diventati Thun e poi sono diventati Thun Hohenstein perché il ramo del conte Zdenko è venuto dalla Boemia nel 1926 e ha comprato  il castello che stava andando alla rovina.

Nel mio libro ho voluto proprio dare merito alla famiglia di Franz e Maria Teresa Thun di Castelfondo e di Franz Thun Hohenstein perché si sono presi in carico il castello nel ’26 che era caduto in rovina in seguito delle disgrazie finanziarie di Matteo Thun del ramo di castel Thun che avendo perso il patrimonio non era più in grado di mantenerlo.

Loro che cosa hanno fatto?  Pur di non lasciarlo andare in rovina, sono partiti dalla Boemia dove vivevano in un gran bel castello, quello di Tientsin, e sono venuti qui. E’ arrivato a Mezzocorona un treno con 18 carrozze piene di oggetti di ogni tipo per arredare il castello, mobili, arazzi, tappeti persiani, cassettoni a ribalta, stipi, divani, comodini stile impero, stufe ad olle, argenteria, porcellane, vetri da tavola, armi bianche, forzieri, carrozze, slitte, oltre a molti dipinti, che avevano nel castello di Tientsin in Boemia e hanno ristrutturato e arredato castel Thun e l’hanno conservato nel tempo.

Se noi abbiamo castel Thun come lo vedi adesso è merito di questa famiglia.

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