Stanchezza: sintomi, cause, diagnosi.
Astenia: come nasce, come evitarla.

Stanchezza: sintomi, cause, diagnosi.
Astenia: come nasce, come evitarla.

Stanchezza: sintomi, cause, diagnosi.

Astenia: come nasce, come evitarla.

Spesso i pazienti non sanno dare una risposta a dei sintomi generici, banali a prima vista, ma che possono nascondere delle patologie complesse, talora anche preoccupanti.

Il sintomo è quel segnale che l’organismo lancia per avvisarci che ha un problema, e a volte rappresenta solo la punta dell’iceberg di una grave patologia. Quindi i sintomi sono i primissimi segnali con cui confrontarsi e devono essere attentamente interpretati.

La stanchezza in termini medici viene definita astenia.

È così definita quella stanchezza fisica che si presenta senza una ragione apparente che giustifichi la sensazione di stanchezza, molte volte si imputa tale stato all’insorgenza di una influenza, al lavoro, ad un banale mal di testa, all’ insonnia, etc. E’ molto importante indagare sulle ragioni della comparsa di questo sintomo.

È necessario scartare innanzitutto la componente neuropsichica e la componente psicologica, e solo una volta esclusi, concentrarsi sulle possibili cause dell’astenia.
Tale sintomo può essere attribuito a condizioni patologiche di varia natura, a carico di organi e apparati diversi.

La stanchezza senza un’apparente ragione va sicuramente indagata, bisogna andare a cercare le ragioni che sono solitamente di natura internistica e seguire dei percorsi che portano ad un chiarimento del quadro clinico.

Le patologie che prevalentemente vengono collegate alla stanchezza sono molte, ma quelle che sono associate allo stato di astenia sono più frequentemente le malattie infettive.

Nel momento in cui si sta covando un virus o comunque un’infezione batterica non ci si sente particolarmente in forma, le neoplasie, i tumori occulti non ancora evidenti da un punto di vista diagnostico, lo stato anemico, cioè quando i globuli rossi non sono prodotti in quantità sufficiente, si tramutano facilmente in uno stato di facile affaticabilità, l’astenia appunto, in quel caso ad esempio si soffre di una sensazione di “fatica continua”, ad esempio ci si sveglia fin dal mattino stanchi con una sensazione di affaticamento continuo, indipendentemente dall’ attività che si svolge.

Altre cause dell’astenia sono: la stanchezza cronica, la permeabilità intestinale, l’epatite (quando è in corso un’infezione a carico del fegato), il diabete (quando è trascurato), la tiroide perché è la ghiandola che attiva il metabolismo, quando funziona male ovviamente il metabolismo si rallenta , rallentando tutto il metabolismo vengono a mancare le forze per compiere le azioni che nel nostro quotidiano compiamo abitualmente e con disinvoltura.

Una delle cause più conosciute dell’astenia è sicuramente l’immunodepressione, quando il sistema immunitario fa le bizze, cioè non funziona correttamente perché trattiamo malissimo il nostro corpo e lo sottoponiamo a degli stress che possono essere anche alimentari e non solo di tipo infettivo. Quando c’è una immunodepressione o anche quando c’è un’infezione importante ad esempio l’HIV , il sistema immunitario va in tilt, e accanto a questa carenza funzionale del sistema abbiamo anche uno dei sintomi fondamentali che è la stanchezza.

Un ruolo importante lo svolgono anche le patologie delle ghiandole surrenali, infatti possono dare stanchezza perché producono il cortisolo che è l’ormone che ci tiene in piedi, che ci dà la forza, soprattutto al mattino, mentre al pomeriggio tende a calare, questo perché i nostri antenati ominidi, i quali dovevano andare a caccia all’alba per procurarsi il cibo, avevano la necessità di essere attivi fin dal mattino, da questo si evince che con la luce il cortisolo si alza, mentre con il buio il cortisolo si abbassa, e quando abbiamo una patologia a carico delle ghiandole surrenali manca il cortisolo e di conseguenza si abbassa la vitalità.

Per quanto riguarda la permeabilità intestinale noi sappiamo che il nostro intestino è composto all’interno da una mucosa e questa mucosa quando è in salute è compatta e consente un assorbimento selettivo, parziale del materiale che si trova nell’intestino, ma quando questa permeabilità intestinale è alterata l’assorbimento non è più selettivo, e si creano dei varchi nella  mucosa da cui  vengono immessi in circolo troppe sostanze.

Il nostro sistema immunitario, non  abituato, reagisce e là dove c’è una situazione di attivazione del sistema immunitario c’è sempre come sintomo di accompagnamento una situazione infiammatoria e nella fattispecie infiammatoria cronica.

L’infiammazione cronica è una mina vagante, infatti questo stimolo infiammatorio, stando a quelli che sono i dati recenti dalla letteratura scientifica, può causare anche la stanchezza, per cui la cosiddetta sindrome da stanchezza cronica solitamente viene diagnosticata come qualcosa che è a sé stante, perché è difficile risalire alla causa scatenante della stanchezza cronica, spesso i medici hanno la tendenza a confondere la stanchezza cronica con uno stato di ansia, curato semplicemente con dei tranquillanti, ma in realtà si dovrebbe indagare anche la permeabilità intestinale, a volte ripristinato il corretto funzionamento della permeabilità intestinale si migliora sensibilmente anche la sindrome da stanchezza cronica.

Altra causa scatenante della stanchezza cronica è il fruttosio contenuto nella frutta insieme al saccarosio. La frutta dei primordi era assolutamente diversa da quella che viene abitualmente consumata oggi, innanzitutto le dimensioni del frutto erano ridotte e con un minore apporto di zuccheri, e dotato di più fibra, che agevolava il buon funzionamento dell’intestino. Alcuni studi recenti hanno dimostrato che il fruttosio causa delle alterazioni della funzionalità intestinali tali da essere poi associate a numerose patologie, fra cui appunto anche la stanchezza cronica. Questa sindrome dovrebbe essere rivista profondamente dai ricercatori e dagli addetti ai lavori.

Gli esami da considerare per risalire alle cause dell’astenia, sono:

Stanchezza: sintomi, cause, diagnosi. Astenia letturedikatja.com

La candidosi intestinale, partiamo dal presupposto che la candida ce l’abbiamo tutti, anche chi sta bene ha un po’ di candida, è un normale ospite del nostro intestino. E qui incomincia la discussione con molti specialisti che affermano che se tutti hanno la candida è inutile cercarla con gli esami. La letteratura specialistica medica specifica che fino ad un certo punto, con determinati valori, è considerata una presenza fisiologica. A concentrazioni superiori va considerata una concentrazione patologica. Talora i sintomi della candida sono molto vaghi tra cui l’astenia, perché la candida si nutre di zucchero e sovente chi ha questa candidosi intestinale sente la necessità di ingerire zucchero, perché si sente così spossato che pensa di riprendere le forze con lo zucchero, darsi del tono.

In realtà è la candida che richiede lo zucchero. Bisogna quindi stare attenti ed essere consapevoli che consumando zuccheri e carboidrati raffinati si alimenta la candida e la sua proliferazione, aumentando i gonfiori e tutti i suoi sintomi caratteristici. La candida va ricercata in tre campioni, mai in uno solo, perché la dismissione della candida non è mai costante, ci possono essere dei campioni negativi ed uno solo positivo a concentrazioni elevate, è importante contare le colonie di candida che si vengono a sviluppare.

L’astenia può essere fenomeno di malattie neoplastiche o emolinfa proliferative, ma anche di situazioni infiammatorie, bisogna sottoporsi in questo caso ad una batteria d’esami, dall’emocromo agli indici infiammatori come la VES, la proteina C-reattiva (PCR) e la sideremia (che esprime la quantità del cosiddetto “ferro circolante”, cioè quello legato alla transferrina, proteina responsabile del trasporto del ferro), la ferritina perché ci dà una ragione dell’anemia eventualmente presente. Alfa2-macroglobulina che fa parte dell’esame elettroforesi e che è un indice infiammatorio importante.

Tutti gli esami idonei a valutare il fegato e la sua funzionalità epatica, come le transaminasi e la bilirubina, alla fosfatasi alcalina della Gamma gt, (la misurazione della Gamma gt viene generalmente utilizzato come esame di screening, e nel trattamento delle patologie del fegato e delle vie biliari).

L’elettroforesi, essendo un esame complesso, ci dà l’idea di che tipo di epatopatia abbiamo. Se la curva delle gammaglobuline ha una certa morfologia abbiamo una patologia di tipo cirrotico, cioè una patologia che si sta evolvendo verso la cirrosi, nel caso contrario ci troviamo in presenza di una patologia virale che sta minando la funzionalità del fegato.

Per quanto riguarda le ghiandole surrenali quando vengono a mancare il cortisolo e l’aldosterone certamente siamo in un certo senso senza il carburante necessario per far funzionare l’intero organismo. Il cortisolo è fondamentale perché ci fornisce quel tono necessario per muoverci e rapportarci compiutamente con l’ambiente.

Anche le malattie muscolari possono essere responsabili dell’astenia. Le malattie autoimmuni, come la miastenia grave quando la cellula muscolare entra in sofferenza, e entrando in sofferenza non riesce più a contrarsi in maniera adeguata, in questo caso esistono degli esami specifici (creatinchinasi, LDH, GOT, mioglobina) per appurare questo stato di sofferenza muscolare. Perché quando la cellula muscolare soffre libera degli enzimi, che ci indicano quando e in che grado c’è una sofferenza muscolare.

La tiroide è quasi sempre una delle responsabili dell’astenia, la tiroide infatti è l’organo deputato all’attivazione del metabolismo. Quando siamo in una fase di ipotiroidismo, cioè di sofferenza tiroidea, ecco che la tiroide non attivando il metabolismo ci si sente immediatamente spossati.

Infine tutte le malattie gastroenteriche, ad esempio la disbiosi intestinale, e in questo caso devono essere inquadrate con una batteria d’esami fortemente indicativa della specifica malattia gastroenterica.

Se un paziente soffre di stanchezza è consigliabile fare tutti questi esami?

Non necessariamente. Bisogna rivolgersi al proprio medico curante, che dopo accurata visita e un colloquio conoscitivo, valuterà di volta in volta gli esami a cui sottoporsi. L’importante è essere un po’ medici di se stessi, stare sempre all’erta e valutare con giudizio ogni sintomo. Condurre una vita sana, seguire un’alimentazione corretta e praticare dello sport, aiuterà di certo il vostro organismo a contrastare l’astenia.

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